Secondo i pm il "Donnafugata" è stato costruito in parte nell'area archeologica di Kamarina Abusiva un'ala del resort di Ragusa scatta l'inchiesta, rischio demolizione UNA catena alberghiera spagnola, la Nh hotel, che decide di investire in Sicilia. Efibanca che eroga 20 milioni di euro di fondi pubblici per conto di Sviluppo Italia. E una cordata di imprenditori che fonda la company Donnafugata resort per gestire l'operazione. Il tutto per realizzare un albergo a 5 stelle con due campi da golf a un paio di chilometri dal mare di Ragusa. Peccato che un'ala del Donnafugata golf resort, inaugurato due anni fa, sia stata costruita su un terreno vincolato, nell'area archeologica di Kamarina. L'albergo, sia pure per una parte, è abusivo e rischia di essere demolito. In forse, a questo punto, è anche la terza quota di finanziamenti. Sul caso indaga la Procura di Ragusa, che ha affidato al pm Marco Rota un'inchiesta sulla gestione del territorio da parte del Comune. Oggi si tiene un'assemblea dei soci: il mega-impianto, costruito dove non poteva sorgere, è chiuso per problemi economici da fine novembre. La ricetta sembrava delle migliori: 400 ettari di terreno incontaminato, un borgo agricolo con una torre cinquecentesca, due firme prestigiose come Gary Player e Franco Piras, progettisti mondiali di campi da golf. Durante la realizzazione, però, il giardino storico viene distrutto. Nel progetto originario lo "smottamento" nell'area vincolata non era previsto. Le violazioni sono state denunciate ripetutamente nel 2009 agli uffici comunali e alla Soprintendenza. Ma i lavori sono andati avanti lo stesso: alla fine l'albergo, malgrado fosse accatastato otto metri più in basso, ha ottenuto l'agibilità. I magistrati vogliono verificare se le autorizzazioni e i nulla osta sono stati rilasciati dagli uffici seguendo qualche scorciatoia. Fari accesi anche sul giro di fatturazioni per l'albergo, valutato 34 milioni ma costato il doppio. Diversi i nomi di punta dell'imprenditoria e della finanza, nonché le aziende vicine a politici, al centro dell'affare. Dalla Proger, società appartenente alla famiglia dell'immobiliarista Massimo Caputi, ex presidente di Sviluppo Italia, a una cordata di imprenditori tra i quali figura l'editore Paolo Panerai (che ha aperto un contenzioso per vendere la sua quota). Direttore dei lavori al Donnafugata resort è Angelo La Cognata, la cui società, la Gulfi srl, è aggiudicataria di diversi lavori appaltati dalla Soprintendenza. La società Gold Service, di cui l'ex assessore al Turismo del Comune Giovanni Occhipinti era amministratore unico, fu incaricata degli scavi e dei movimenti terra. Il proprietario del fondo, il palermitano Orazio Arezzo, pronipote del marchese suo omonimo che nel 1800 finanziò gli scavi di Paolo Orsi, scopritore del sito di Kamarina, si fida e vende alla Donnafugata resort cinque ettari per la costruzione dell'albergo. Il resto della proprietà lo affitta per l'impianto sportivo. Arezzo, titolare di diverse denunce, si considera una vittima dell'abuso: ha in corso un arbitrato a Roma con il Donnafugata resort. Nel frattempo l'albergo presenta perdite in bilancio e non rinnova il contratto a una parte del personale.
SICILIA - resort costruito in parte nell'area archeologica di Kamarina
La Procura di Ragusa indaga sull'abuso di terreni vincolati per la costruzione del Donnafugata resort a Ragusa. L'albergo, costruito due anni fa, è stato costruito su un terreno vincolato nell'area archeologica di Kamarina. La società Donnafugata resort, fondata da una cordata di imprenditori, ha ottenuto finanziamenti pubblici per realizzare il progetto. Tuttavia, il giardino storico è stato distrutto durante la costruzione e le violazioni sono state denunciate ripetutamente. I magistrati indagano se le autorizzazioni e i nulla osta sono stati rilasciati correttamente.
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