IL DIBATTITO che si è sviluppato su Repubblica sui teatri della città, e' certamente di grande interesse. Il Petruzzelli, il Margherita e il Piccinni comprendono quello che Noi abbiamo chiamato il «Miglio barese dell'Arte». Costituisce l'architrave del modello di politiche culturali dell'Amministrazione cittadina. Tre contenitori dove si strutturano tre industrie culturali che sviluppano tre aree tematiche differenti: lirica, sinfonica, danza (classica e contemporanea) nel Petruzzelli, Arti visive per tutti i linguaggi dell'Arte nel Margherita, spettacolo dal vivo e Teatro (classico e contemporaneo) nel Piccinni. Insomma «l'Unione delle Arti» che realizza «l'Unione dei Contenitori» favorendo relazioni culturali tra generi artistici diversi, attraverso cooproduzioni, sperimentazioni innovative e anche avanguardiste. Intercettare e coinvolgere i privati che esprimono mecenatismo e vocazione pubblica, è certamente difficile, ma senza un'alta qualità dell'offerta culturale da parte pubblica diventa impossibile. Questo significa altresì definire i progetti di recupero strutturale e funzionale dei teatri attraverso il filtro della sostenibilità economica. Il Petruzzelli è in attività, il restauro del Piccinni si sta completando con risorse comunali che fanno da sponda ad altrettante risorse regionali, il Margherita, con un progetto di un grande architetto come David Chipperfield, è stato candidato sui fondi Poin, che finanziano grandi attrattori culturali nel Sud del Paese. Il Piccinni sarà la sede del futuro «Teatro Stabile» della città, che si realizzerà attraverso il coinvolgimento delle compagnie teatrali cittadine maggiormente qualificate. Il Margherita, allargato al Mercato del Pesce e alla sala Murat, 8000 metri quadri in tutto, sarà la sede di un centro di produzione, ricerca, formazione ed esposizione in campo artistico contemporaneo, insomma un Museo dinamico del XXI secolo. I privati in quest'industria culturale saranno rappresentati da qualificati collezionisti del contemporaneo e verranno ricercati in campo nazionale, e non solo, attraverso procedure di evidenza pubblica. Ma il sistema dell'Arte in città non contempla soltanto il polo delle Arti Contemporanee del Margherita, ma si allarga a un secondo polo: «il Parco delle Arti e della Cultura» nella Rossani, dove è naturale immaginare la presenza di tutti gli altri attori che animano la scena artistica e creativa: un vero hub che si organizza intorno alla nuova sede dell'Accademia di Belle Arti della città. Questo quadro è descritto in tanti atti dell'Amministrazione, alcuni di indirizzo generale, altri molto noti, come quello del concorso internazionale di rigenerazione urbana dei suoli del nodo centrale ferroviario della città. Ho parlato all'inizio dell'architrave costituita dai tre teatri maggiori, ma a questa si salda il Kursaal, che potrà ospitare la «Casa delle Musiche», così come correttamente pensata dalla Regione, la Pinacoteca Provinciale che già oggi è «il polo dell'antico e del moderno», il complesso di Santa Scolastica, in cui la Provincia, assieme alla competente soprintendenza, sta realizzando il polo «archeologico della città». vicesindaco di Bari