In via Moroni attenzione come sul Sentierone. La soprintendenza: nessuno scempio, ma si migliori Dehor in piazza LibertàDehor in piazza Libertà Giro di vite su bancarelle e tavolini per liberare da orpelli gli scorci monumentali: l'invito del ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi è stato ribattezzato «piazze pulite». Giunto a fine 2012, aveva scatenato gran dibattito, poi nelle città era tornato il tran-tran. Ora emerge che a Bergamo si lavora per rendere stringenti i criteri estetici che portano all'autorizzazione di strutture commerciali permanenti e semi-permanenti fra vie e piazze. A richiedere un'attenzione sempre più di dettaglio sono Giuseppe Napoleone, che a Bergamo rappresenta l'occhio della Soprintendenza, e Palafrizzoni. Dagli uffici comunali, dove si prepara il raddoppio delle fasce di rispetto paesaggistiche con i cosiddetti «cannocchiali» a tutela della vista su Città Alta, arriva infatti una novità anche sui dehors (le strutture esterne dei locali pubblici). Che, in soldoni, si riassume così: anche a via Moroni, o Grumello al Piano, sarà dedicata l'attenzione che oggi si dedica a spazi blasonati come il Sentierone. «La salvaguardia prospettica riguarda le costruzioni: l'ulteriore passo avanti, ora, è che coinvolgerà i dehors. Non significa che le installazioni verranno scoraggiate - precisa l'assessore all'Edilizia privata Tommaso d'Aloia, che sul tema è al lavoro con il collega all'Urbanistica Andrea Pezzotta -. L'obiettivo è migliorarne la qualità, per fare sì che al traino commerciale si unisca il valore architettonico». Oggi nelle zone non vincolate la procedura di autorizzazione di installazioni su suolo pubblico non richiede pareri di commissioni tecniche ad hoc, come quelle per il paesaggio. Da metà marzo - l'obiettivo è avviare una variante perché i coni prospettici siano recepiti nel Piano di governo del territorio - raddoppieranno le aree «protette», dove ogni nuova costruzione che sullo sfondo abbia Città Alta deve superare un valutazione. I cannocchiali esistenti risalgono al 1965, coinvolgono zone come Porta Nuova o via Galgario: con voto del Consiglio comunale e dopo uno studio iniziato lo scorso anno le 11 aree protette diventeranno 22, comprendendo ad esempio le zone del Nuovo Ospedale, di via Moroni, o San Bernardino. Il centro? «Lì - spiega l'assessore - ogni struttura viene esaminata, anche con il coinvolgimento della Soprintendenza». Un esame che diverrà sistematico altrove. Napoleone stesso puntualizza come le parole pronunciate tempo fa da Ornaghi vadano nella direzione della legge 42 del 2004, «che già punta alla tutela di luci, prospettive e decoro degli scorci monumentali». Nulla di quanto autorizzato sarà rimosso, «ma - chiosa - le stesse piazze e strade storiche sono da intendersi di interesse culturale e come tali, nello spirito del Codice di tutela, meritano le attenzioni che si riservano ai monumenti. Quindi Comune e Soprintendenza devono collaborare affinché questi spazi possano essere "ritrovati" come luoghi della nostra storia, anche se non sono inclusi nel centro storico». La Soprintendenza già oggi esprime un parere sulle strutture nelle aree di pregio, tanto che in alcuni casi (è capitato in Piazza Pontida o Piazza Mascheroni) appunti negativi hanno fatto rivedere i progetti. Che sono molti. Nel giro di tre anni, ossia da quando i bandi regionali per il distretto del Commercio li hanno incentivati e il Comune ha puntato su di essi l'attenzione, i dehors sono infatti raddoppiati con almeno 57 nuove installazioni. Ma, architettonicamente, come andiamo? «A Bergamo - conclude l'architetto Napoleone -, rispetto ad altre realtà italiane, non si ravvisano particolari criticità». Non c'è bisogno di fare «piazza pulita». Ma un giudizio tutto sommato positivo «può e deve migliorare. L'attenzione nel progettare i dehors - conclude Napoleone - deve essere rivolta a ogni componente, anche in apparenza minore, quali gli elementi di arredo, le insegne, le luci e il verde. Da questo punto di vista, anche a Bergamo, abbiamo molteplici spunti su cui riflettere». Cosa che, di certo, farà il Comune, sviscerando ogni progetto. Anna Gandolfi6 febbraio 2013 10:02
Dehors, anche la periferia sotto la lente
La Soprintendenza per i Beni Culturali di Bergamo ha deciso di aumentare le attenzioni verso i dehors (le strutture esterne dei locali pubblici) in piazza e via Moroni, in seguito all'invito del ministro Lorenzo Ornaghi per le "piazze pulite". La procedura di autorizzazione delle installazioni su suolo pubblico sarà più stringente, con un valutazione più dettagliata dei progetti. Le aree protette, come Porta Nuova e via Galgario, saranno raddoppiate, e ogni nuova costruzione dovrà superare un valutazione. Il Comune e la Soprintendenza devono collaborare per proteggere i luoghi storici e culturali.
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