Si svolge oggi il convegno «Il futuro del Castello: nuovi scenari di valorizzazione e gestione», in Santa Giulia, a partire dalle ore 15. Sarà la vetrina critica e partecipata del lavoro svolto dalla commissione nominata dal comune di Brescia, che ha prodotto una relazione voluminosa, tesa a stimolare la rinascita della grande risorsa cittadina, del colle Cidneo e del Castello. Questo patrimonio ha una lunga vita militare e un uso civile che dura da 110 anni. Il desiderio di appropriazione ha visto avvicendarsi numerose fasi e innumerevoli iniziative, che oggi sono giunte al loro punto più basso, con una presenza di visitatori ai minimi storici. Dove sono finite le 8.000 presenze domenicali che, negli anni Sessanta, animavano il Castello, e dove le 500.000 persone che, nel 1964, entrarono nel solo zoo, che era, appunto, entro il Castello? Sono cifre che fanno invidia anche alle grandi e insincere mostre degli ultimi anni. Il problema non ha bisogno di soluzioni shock o altisonanti. Lo studio dei professionisti, che oggi parleranno al convegno, unitamente a molti, illustri invitati, porta più dati e analisi che progetti e soluzioni. Si è voluto così esibire un'azione culturale improntata a spirito didascalico circa il metodo. Spesso, di fronte a un problema urbano si leva la ridda di idee e di pensatori, più o meno improvvisati, che hanno soluzioni in tasca. La commissione ha voluto dire che, prima di progettare si deve analizzare, studiare, capire, confrontare, ricordare, valutare. La conclusione è che non è il caso di pensare a ribaltamenti spettacolari dell'ambiente del Castello. Il problema ha, innanzitutto, bisogno di rilevazioni serie, di confronti con le situazioni europee analoghe e di acume analitico. I progetti intellettualistici, come quello dell'architetto Vittorio Gregotti non pagano e nemmeno si mettono in cantiere, come bene si è visto. La commissione ha piuttosto ipotizzato, mettendo a disposizione dei potenziali progettisti, una serie di piccoli interventi, che colgano il meglio degli ecomusei, creati dal professor De Varine, membro della commissione, focalizzando la complessa questione della gestione, che è un fulcro del tema. Niente frammentazione, dice Nicola Berlucchi, coordinatore dei lavori, mentre chi scrive ha invitato a non essere schizzinosi nel mettere in campo funzioni attraenti, perché, alla luce della storia dell'uso municipale, la sola occasione che vide centinaia di migliaia di bresciani salire sul colle fu legata al giardino zoologico. L'architetto Meneghelli ha studiato le realtà europee simili al caso bresciano, mostrandone luci e ombre e possibilità di emulazione in casa nostra. Ma oggi sarà possibile sentire direttamente il parere della Soprintendenza ai beni architettonici, e quello di commentatori e protagonisti della realtà bresciana, come il rettore dell'Università statale, o come Marco Vitale, l'economista attento ai problemi urbani. E poi, la parola passerà ai cittadini.
Brescia. Un castello da rilanciare
Oggi si svolge a Santa Giulia il convegno "Il futuro del Castello: nuovi scenari di valorizzazione e gestione". La commissione nominata dal comune di Brescia ha prodotto una relazione che mira a stimolare la rinascita del colle Cidneo e del Castello. Il patrimonio ha una lunga storia militare e civile, ma negli ultimi anni ha visto una presenza di visitatori ai minimi storici. Il problema non richiede soluzioni shock o altisonanti, ma piuttosto un'analisi approfondita e un confronto con le situazioni europee analoghe. La commissione ha ipotizzato piccoli interventi per la gestione del Castello, focalizzandosi sulla creazione di ecomusei.
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