La giunta Merola accontenta Sel: la mappa degli immobili comunali a tutt'oggi inutilizzata finirà sul web e sarà liberamente consultabile da tutti. Si comincerà dall'elenco delle strutture pubbliche e poi si procederà anche con quelli privati che daranno il consenso. Sul web ci saranno anche le informazioni utili sugli immobili, dalla grandezza alle indicazioni sui lavori di manutenzione da fare, in modo che i cittadini possano eventualmente fare le loro valutazioni e avanzare proposte di acquisto, locazione o chiederne la concessione da parte dell'amministrazione. In realtà il progetto di mappare i luoghi pubblici inutilizzati era già nell'agenda dell'amministrazione Merola, ma dopo che i tecnici del Comune hanno reso pubblico il fatto che ci sono 385 immobili vuoti, il lavoro ha subito un'accelerazione. Anche perché due giorni fa la capogruppo di Sel Cathy La Torre ha esplicitato il suo dissenso al sindaco Merola. «Ho fatto notare spiega che non si può dire che quegli immobili non interessano a nessuno come hanno fatto i tecnici del Comune». Qualcosa si è mosso subito perché ieri la giunta ha dato il via libera alla pubblicazione online degli immobili. In realtà i dati non sono segreti e sono già oggi in parte consultabili sull'open data di Palazzo d'Accursio ma non sono ancora di facile fruizione per tutti. L'obiettivo è quello di trascrivere le informazioni in modo chiaro e leggibile sul sito internet. «Si tratta ha spiegato l'assessore e coordinatore di giunta Matteo Lepore di un'ulteriore operazione di trasparenza e con la collaborazione dei cittadini e delle imprese si potranno elencare anche gli spazi privati». E ancora: «Valutiamo positivamente la proposta di Sel e per questa ragione abbiamo deciso di implementare un'azione che già stavamo facendo sulla mappatura degli spazi cittadini». Sinistra e Libertà esulta («Ce l'abbiamo fatta») ma intanto vuol vederci chiaro sulle operazioni di dismissione programmate da Palazzo d'Accursio. «Eravamo a conoscenza della decisione di partecipare a due fondi immobiliari ha detto La Torre ma non sapevamo ancora cosa il Comune intendeva vendere». Ora che l'elenco è noto (ci sono ville, scuole, immobili) Sel tira il freno: «Ogni alienazione deve passare dal consiglio comunale spiega la vendoliana e quindi noi vogliamo capire bene cosa si vende, a quanto si vende e per farci cosa. Vogliamo capire se è la migliore soluzione e in ogni caso vogliamo fare tutto il possibile per evitare di alienare il patrimonio. Vogliamo semplicemente entrare nel merito di ogni singolo atto amministrativo perché lo dobbiamo a quei 20 mila cittadini che ci hanno dato fiducia con il voto». In particolare potrebbe aprirsi un fronte delicato su uno dei gioielli che il Comune sta pensando di vendere e cioè su Villa Ghigi. «Non capisco perché chiude La Torre su un immobile del genere non possa essere portato avanti un progetto europeo nel campo ambientale».