I lavori di restauro del Colosseo partiranno nei prossimi giorni. Lo ha deciso il Tar del Lazio che martedì 5 febbraio - dopo numerosi rinvii-, nel respingere il ricorso dalla società «Lucci Salvatore Impresa di Costruzioni», ha invece accolto il contro-ricorso della «Gherardi ing. Giancarlo», l'altra azienda di costruzioni che nello scorso agosto si era regolarmente aggiudicata l'appalto per gli interventi sull'Anfiteatro Flavio a Roma. In un unico dispositivo di sentenza, i giudici amministrativi hanno respinto le contestazioni della «Lucci», che si era classificata al secondo posto nella gara, e accolto quello della «Gherardi»: sarà dunque quest'ultima ad eseguire lavori per circa 8 milioni di euro. Tutto si era fermato non solo per il ricorso del secondo classificato ma perchè la Gherardi era stata esclusa a novembre dalla Soprintendenza archeologica a causa della mancata presentazione di una parte della documentazione richiesta. Il Tar ha deciso che l'esclusione non era giustificata. I restauri riguardano i prospetti settentrionale e meridionale del Colosseo, ma l'appalto prevede anche la realizzazione delle nuove cancellate «a chiusura dei fornici del primo ordine», ora bloccate da inferriate create con tubi Innocenti. Mentre non riguarda la nuova recinzione a colonnotti che verrà realizzata per definire un'area di sicurezza per i turisti intorno al monumento. «NON CREATE ALTRI IMPEDIMENTI» - Così la II sezione quater del Tar del Lazio ha sbloccato una impasse che durava da mesi. Si attendono le motivazioni della sentenza dei giudici amministrativi, ma nel frattempo gioisce il sindaco di Roma: «Evviva! Con questa decisione del Tar che sblocca il contenzioso tra i partecipanti al bando di gara, i cantieri del restauro del Colosseo possono aprire - ha commentato Gianni Alemanno -. Rivolgo un appello a tutti, ai giudici, perché non ci siano altri impedimenti, affinché si aprano i cantieri»