Uffizi work in progress. Mentre le sale dalla 25 alla 34 del terzo corridoio chiudono i battenti per lavori, un busto lapideo, dopo un lungo restauro, torna al suo posto nel primo corridoio della Galleria. Ma meglio andare con ordine. A partire da oggi, le sale che vanno dalla 25 (la cui riapertura è fissata per martedì 12) alla 34 saranno chiuse per interventi messi in preventivo da tempo e per permettere a un'équipe di tecnici di effettuare delle indagini sul pavimento in corrispondenza dell'ingresso del Corridoio Vasariano (a cui si accederà provvisoriamente dal Giardino di Boboli) in modo da controllarne, in via preventiva, la stabilità. Per questo una selezione di opere di Tiziano, Tintoretto e Veronese, sarà visibile nella sala 43 e nella 44. E mentre in galleria fervono i lavori, la cosiddetta «Giulia Maesa», (nella foto) marmo databile tra il II e il III secolo d.C. torna al suo posto dopo essere stata restaurata grazie all'intervento della sezione fiorentina di Italia Nostra, in particolare di Fabio Basagni. Una testa antica in marmo bianco inserita in un busto cinquecentesco, una donna matura che si mostra per come è, con guance cadenti e rughe di espressione. Ma il progetto «Italia Nostra per gli Uffizi» è solo al secondo step (il primo fu il restauro del «Seneca Morente», nel luglio scorso) e intende andare avanti. La prossima ad andare sotto i ferri sarà la testa di «Poppea» a cui seguiranno altre sculture antiche della Galleria dei marmi.