«Reagire subito, situazione intollerabile» Pronto a mettere un contributo «fino a 30mila euro», raschiando le casse, già immalinconite da tagli su tagli, del suo settore. L'assessore alla Cultura Andrea Colasio, leggendo il reportage sui cinema abbandonati in città, ha «sentito riaprirsi una ferita conosciuta: l'abbandono di un tale patrimonio è una follia». Sul Concordi Colasio rivendica i suoi meriti. «L'ho fatto vincolare io, chiedendolo alla Sovrintendenza, due anni fa, per evitare quello sfacelo che si era pensato, cioè la costruzione di un parcheggio». Eppure, in molti paesi d'Europa, «si riaprono i vecchi cinema e si chiudono i multisala, sempre più in difficoltà». L'assessore punta i riflettori sull'Altino: altro cinema abbandonato in pieno centro, altro edificio vincolato e capolavoro dell'architetto Qurino De Giorgio. «Ci vorrebbero imprenditori giovani, creativi, un colpo d'ala: sono disposto a mettere come Comune fino a 30 mila euro, per ripianare un eventuale avanzo di bilancio, pur di rivederlo riaperto». Oppure, in alternativa, «si può pensare ad una cordata che coinvolga fondazioni, come la Cariparo giusto per fare un nome: recuperare quel patrimonio sarebbe un gesto enorme di vicinanza alla città, oltre che di lungimiranza». La struttura conta 650 posti e potrebbe, nell'idea di Colasio, diventare il «raccoglitore» delle varie offerte cinematografiche cittadine. «Invece di rassegne spot in posti diversi, spesso non in grado di sostenersi economicamente, si potrebbe pensare ad un'unica offerta forte da riunire all'Altino». Attualmente il cinema è di proprietà della famiglia Bastianello, come un altro «disabitato», il Mignon: solo per tenerli chiusi le spese fisse annuali toccano i 20 mila euro. «Dobbiamo reagire a questa situazione di degrado intollerabile, magari sfruttando fondi comunitari» conclude Colasio. L'offerta del Comune è sul piatto: l'assessore spera di smuovere le acque e recuperare pezzi di città abbandonati a sé stessi. Sulla questione interviene anche Letizia «Titti» Panajotti, anima di Italia Nostra. «Abbandoniamo l'idea di un auditorium e puntiamo sull'isola della musica formata da auditorium Pollini e cinema Altino: insieme potrebbero coprire le esigenze musicali della città». La mente torna a quanto successo a dicembre, con la ressa fuori dal Pollini per un «overbooking» di presenze: l'Altino, a pochi metri, potrebbe essere una soluzione decisiva. I cinema «perduti» Altino, Mignon, «testimonianze» dell'architetto Quirino De Giorgio, di proprietà della famiglia Bastianello, costellano via Altinate e via Cassan, a pochi passi dal nuovo centro culturale San Gaetano. Il Cristallo, in via Palestro, era passato da cinema a luci rosse a sala d'essay, è stato messo all'asta da Equitalia. Il Concordi, in via degli Obizzi, ha seriamente rischiato di diventare un parcheggio. L'Antonianum ospiterà presto appartamenti di lusso con vista Prato della Valle. Sono "non luoghi" della città di Padova: i cinema abbandonati costellano il centro storico e oltre a rappresentare un patrimonio sprecato, rischiano l'oblio storico, nonostante vi siano passati registi come Nanni Loy ed Ermanno Olmi.