Gentile signora Bossi Fedrigotti, è da sette anni ormai che cerco di passare il meno possibile da piazza Sant'Ambrogio, per evitare di osservare il vilipendio subìto da una delle più belle piazze di Milano, seconda solo a piazza del Duomo. È dal 2006, infatti, che nell'area stanno costruendo un parcheggio sotterraneo più volte interrotto per il reperimento di materiale archeologico. Infatti, prima dell'edificazione della basilica di Sant'Ambrogio, in quella zona c'era un cimitero paleocristiano dove venivano sepolti i martiri delle persecuzioni. I lavori per il parcheggio, oltre a minare la stabilità della basilica, ne impediscono la visuale per la presenza di una antiestetica palizzata. Ricordo come, quando, rientrando dall'Università statale, ammiravo questo stupendo monumento in stile romanico, reso più suggestivo dalle tenui luci dei lampioni che ne accrescevano il fascino; per pochi secondi, mentre passavo sulla linea 50 nella piazza, avevo l'impressione di fare un balzo nel Medioevo, di vivere in quegli affreschi stupendamente descritti da Umberto Eco nei suoi romanzi, in primis «Il nome della rosa». Purtroppo questa magia è stata infranta dalle due giunte comunali che si sono susseguite, a partire dall'anno 2000. La Giunta Albertini ha, infatti, approvato la realizzazione dell'opera, mentre la Giunta Moratti ne ha dato esecuzione. Entrambe hanno mostrato una grande insensibilità sia nei confronti di un monumento sublime come la basilica di Sant'Ambrogio sia nei confronti dei cittadini milanesi che da sempre la amano. Andrea Partesotti Condivido in pieno il suo profondo sconcerto nonché il disgusto per la bella piazza da troppo tempo trasformata in orribile cratere, al punto che c'è un'inchiesta in corso per danneggiamento aggravato che, proprio alcuni giorni fa, il giudice si è rifiutato di archiviare. In particolare nel mirino dell'indagine sono le pesantissime penali (all'incirca 10 milioni) che Milano (cioè i milanesi) dovrà pagare al costruttore in caso di revoca della concessione. Per questo l'attuale giunta, pur dichiarandosi contraria, non ha bloccato il progetto forse un po' troppo avventatamente deciso dal sindaco Albertini e confermato poi dal sindaco Moratti, considerando che la piazza con la sua basilica è uno dei luoghi centrali della storia cristiana non soltanto della nostra città. Il povero Sant'Ambrogio, che fece costruire la chiesa nel luogo in cui i primi cristiani milanesi furono martirizzati dai Romani, alla vista di tanta devastazione, di certo ora si rigira nella tomba che si trova proprio lì sotto, nella cripta della basilica, accanto a quelle dei suoi «colleghi» di santità, Gervaso e Protaso. Isabella Bossi Fedrigotti