ROMA - «L'Italia si sta suicidando. I teatri lirici fra breve falliranno per effetto della legge che impone il pareggio di bilancio. L'ottica resta quella di Brunetta: "Meglio la lap-dance della lirica: fa vendere più biglietti"». Gabriella Carlucci, ex pdl, ora responsabile cultura e spettacolo dell'Udc ha illustrato ieri, assieme all'udc Ciocchetti, le proposte in difesa della cultura basate su defiscalizzazioni e incentivi. «Per prima cosa serve l'aumento di un punto del Fus. Ma anche un grande "Fondo per le industrie culturali", con capitali pubblici e privati che possa essere partner di iniziative culturali e investire in start-up. E la possibilità che la Banca del credito sportivo offra garanzie per i mutui delle imprese culturali». Per il cinema pensa, tra l'altro, al «rinnovo del regime di tax-credit». «La sfida che lancio dice la Carlucci è un impegno bipartisan: come è accaduto per la legge quadro sullo spettacolo, approvata con il consenso di tutti, ma bloccata dalla ragioneria dello Stato. Bisogna ripartire da lì. Poi promuovere un maggiore dinamismo nella formazione e nel mercato del lavoro del settore. Ci sono strumenti già studiati all'estero come le "starting grant", metodi di finanziamento dei giovani talenti. Adottiamoli». «Se continueremo a non fare nulla avverte Ciocchetti la morte della cultura è inevitabile».