L'inchiesta L'antiquario che ha saccheggiato i libri della Girolamini ha ammesso: "Ero pronto a cogliere le opportunità che le biblioteche mi offrivano" IL GRANDE saccheggiatore di libri antichi Marino Massimo De Caro ha visitato la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, una delle più importanti del mondo, che per tale motivo ha rischiato di essere depredata come molte altre grandi e piccole biblioteche italiane. E' quanto risulta dagli interrogatori che l'ex braccio destro del senatore Pdl Marcello Dell'Utri, ex segretario organizzativo nazionale della associazione «Il Buongoverno» ed ex direttore della storica biblioteca napoletana dei Girolamini, in carcere per peculato aggravato dal 24 maggio 2012, ha reso ai pm napoletani. Nominato sciaguratamente nell'aprile 2011, su segnalazione del senatore Dell'Utri, «consigliere particolare» dal ministro dei beni culturali Galan (governo Berlusconi), e sciaguratamente confermato nel dicembre 2011 dal ministro Ornaghi (governo Monti), De Caro ha potuto depredare per mesi la biblioteca dei Girolamini, rubando migliaia di libri, e contemporaneamente ha visitato molte altre biblioteche: «Monte Cassino, Grottaferata, Farfa, Montevergine, lo Ximeniano e la Scolopiana di Firenze, ma anche la Nazionale Centrale di Firenze, Roma, Napoli». «Alla base di queste visite ha dichiarato non vi era un progetto criminoso, anche se di fatto sono sempre stato pronto a cogliere le opportunità che esse mi offrivano». E infatti a Firenze ha sottratto preziosi volumi scientifici alla biblioteca antica dell'Osservatorio Ximeniano e ha rubato una copia del «De plantis libri XVI» di Andrea Cesalpino dalla biblioteca delle Scuole Pie fiorentine dei padri Scolopi. Per questo è accusato di furto aggravato nell'inchiesta della procura fiorentina e del Ros Carabinieri. A Firenze ha visitato anche la Biblioteca Laurenziana, dove risulta che sia stato guardato a vista durante tutta l'ispezione. E così forse è accaduto anche alla Nazionale, dove non si sa se abbia rubato qualche prezioso volume. Confessioni, in merito, non ne ha fatte. Ma forse ha ancora molto da raccontare. In uno dei numerosi interrogatori, per esempio, si è ricordato che, essendo stato consigliere particolare di Galan quando questi era ministro delle politiche agricole, ne aveva profittato per far sparire una ventina di antichi erbari e un prezioso volume dalla biblioteca del ministero. Agli stupefatti pm napo-letani, ha spiegato che «la sezione più qualificata dell'intero mercato antiquario mondiale» è rappresentata dal libro scientifico e che il 90 di esso è controllato da tre grandi librai. E ha aggiunto: «Quando ho riferito della mia disponibilità a parlare di questo mondo ho fatto cenno alle mie preoccupazioni per tali rivelazioni, perché quei traders maneggiano grandi quantità di denaro per conto di pochi grandi collezionisti che usano denaro collocato in paradisi fiscali ovvero contanti, sì che la minaccia alla loro riservatezza e, soprattutto, alla riservatezza dei canali finanziari utilizzati e sovente mascherati con società di comodo di diritto britannico può, una volta aperto questo "vaso di Pandora", scatenare interessi enormi e reazioni imprevedibili».