Aci Castello. Passerella: il Consiglio svoltosi sul lungomare ha approvato un ordine del giorno che farà discutere Con un ordine del giorno, approvato all'unanimità, il Consiglio comunale di Aci Castello, riunitosi ieri mattina in seduta straordinaria sul lungomare dei Ciclopi, ha impegnato l'Amministrazione «ad attuare il Piano regolatore che vuole l'unione del lungomare, procedendo, ove necessario, a chiedere la revoca dell'attuale concessione demaniale per la realizzazione del collegamento permanente tra i lungomare di Aci Castello e Aci Trezza, richiedendo l'intervento e il supporto degli organi istituzionali della Regione sia per le risorse economiche sia per la riqualificazione per l'alta valenza turistica e per lo sviluppo dell'economia turistica». Questo l'epilogo di una seduta anomala, convocata per tentare di sbloccare una vicenda che si trascina ormai dal 2009, almeno nella sua ultima fase. Ma il Consiglio è stata anche l'occasione per molti, a cominciare dal sindaco, per rivangare il passato e i vari tentativi che, nel corso degli anni, sono stati fatti per realizzare un collegamento stabile tra il lungomare Scardamiano e quello dei Ciclopi. «Nel 1972, nel momento di maggior fulgore internazionale del Lido, con il sindaco Trombetta fu progettato un sottopassaggio per unire i due tratti del lungomare dei Ciclopi ma, al momento della realizzazione». Vinnirinu Conti, assessore del tempo, riporta con calde parole alla memoria tale episodio. Il lungomare dei Ciclopi, rimasto monco fin dal 1957, anno in cui fu realizzato sotto il sindaco Claudio Majorana, era una zona da vivere intensamente, anche quando il mare si rovesciava sulla zona dei Faraglioncelli e la inondava d'acqua fin nei terreni vicini. Ma fu proprio l'interruzione, e la conseguente mancanza di frequentazione, a contribuire ad accogliere nel lato castellese tutti i reflui fognari della zona, deturpando un tratto di costa spettacolare. Si è immaginato di vivere questa splendida passeggiata a mare con i «miraggi» del sottopassaggio, del ponte (dopo un concorso nazionale d'idee al tempo dell'Amministrazione Castorina) e ora della passerella Ma invano. Un trezzoto, Angelo Spina, ha urlato ieri mattina al Consiglio: «Io devo camminare qui, sugli scogli: devono aprire il passaggio». Ma pare che non sia più possibile. E se qualcuno si fa male lungo il percorso, chi paga?, osservava qualcuno. Il sindaco castellese, Filippo Drago, ha sottolineato che «le concessioni di ampliamento con l'obbligo di sgombero di tutte le strutture dell'area demaniale ci sono state negli anni, ora la Soprintendenza si è accorta della "gran quantità di ruggine rilasciata dalle strutture metalliche sulla scogliera" ed è saltato anche il progetto di costruire la passerella che dovrà essere in legno e, con i tempi tecnici che viviamo, non sarà certamente pronta a breve». E' davvero paradossale che il Demanio, che accoglieva il secolare sentiero fra Aci Trezza e Aci Castello, non possa più permettere ai residenti, ai turisti e ai tantissimi estimatori della Riviera di passare da un lato all'altro senza per forza percorrere la strada statale 114, con i pericoli che ne conseguono, e nonostante non più tardi di un anno fa sia stata espressa dalla gente del luogo una scelta precisa e netta attraverso un referendum. Così, ha puntualizzato il sindaco, «stiamo iniziando a valutare l'idea di richiedere la concessione all'Ufficio Demanio regionale e di affidarla ad una società pubblica, che potrebbe anche essere l'Area Marina Protetta». Il lungo excursus del sindaco terminava fra gli applausi di un pubblico che mai così numeroso ha assistito a una seduta tanto inusuale del Consiglio comunale straordinario, in cui tutti i presenti (di maggioranza e opposizione) hanno ribadito l'idea del collegamento attraverso un sentiero pedonale-ciclabile o una strada vera e propria. Erano presenti il presidente Salvo Danubio, i consiglieri Turi Mirabella, Salvo Bonaccorso, Santo Grasso, Antonio Maugeri, Gino Crimi, Francesco Scuderi, Nicola Zagame, Mario Conti e Antonio Guarnera, cui si aggiungevano in un secondo momento Orazio Sciacca e Massimo Papalia. Per l'Amministrazione, oltre al sindaco, c'erano il vicesindaco Sebastiano Romeo e gli assessori Nello Zappalà e Maria Grazia Scalisi. Dopo il sindaco gli interventi si sono succeduti per due ore. Scuderi ha attaccato: «Che ne facciamo di un giardino storico e bellissimo che non possiamo utilizzare in una struttura sequestrata come bene di mafia e affidata alla comunità? ». Enrico Blanco 03022013
SICILIA - Revocare la concessione demaniale
Ieri mattina, il Consiglio comunale di Aci Castello si è riunito in seduta straordinaria sul lungomare dei Ciclopi. L'ordine del giorno approvato all'unanimità ha impegnato l'Amministrazione ad attuare il Piano regolatore che prevede l'unione del lungomare con quello di Aci Trezza. Il sindaco ha richiesto l'intervento della Regione per la riqualificazione e lo sviluppo dell'economia turistica. Il lungomare dei Ciclopi, rimasto monco dal 1957, è una zona da vivere intensamente, ma la mancanza di frequentazione ha contribuito ad accogliere i reflui fognari, deturpando la costa.
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