Il retroscena Un ventaglio di mission per la società comunale: dalle buche alla gestione delle case DA CARROZZONE che distribuisce posti di lavoro, ad azienda dove si parla di skill, efficientamento e altri termini che non possono più permettersi di essere parole vuote. Le tute blu di Napoli Servizi devono macinare chilometri nell'"espace d'un matin" per recuperare un passato in cui a conoscerne il logo erano solo i disoccupati storici e i politici in cerca di voti. E di sterzate il cda in carica da ottobre 2011 - presidente Antonio Saturnino, amministratore delegato Dario Scalella e consigliere Arturo Capasso - ne ha date parecchie. Accorpando per esempio i mille rivoli delle tante sedi incontrollabili nell'unica dell'Isola C1 del Centro direzionale, vicino al Mappamondo Colombo. Qui lavorano 21 persone, gli altri 1.500 dipendenti sono sparsi nei circa 500 cantieri, che vanno dalle chiese e i musei agli impianti sportivi comunali, alle sedi delle Municipalità, al Servizio condono. Qui, per esempio, sono in forze 60 operai di Napoli Servizi, mentre 800 si occupano delle pulizie nei vari siti comunali, 20 fanno i manutentori edili, 50 il Pis, Pronto intervento strade (in questi giorni tappano le buche della pioggia), ci sono circa 200 custodi, 20 autisti, 20 derattizzatori, e persino 15 promotori culturali che fanno le guide turistiche al Maschio Angioino e in altri monumenti. Partita come serbatoio di voti e come riserva metropolitana per il mai risolto problema della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, la partecipata Napoli Servizi affronterà ora la sfida più grande da quando è stata costituita, nel '99. In quegli anni il Comune di Napoli aveva soltanto 300 appartamenti e solo nel '97 gli sarebbe stata precipitata addosso dalla legge D'Alema la valanga dell'edilizia popolare. Napoli Servizi è entrata in gioco un mese fa, quando il Comune ha dato il benservito alla Romeo Gestioni. Gli hanno affidato la responsabilità di portare molti soldi, 780 milioni, alle casse comunali con la dismissione del patrimonio. Molti gli invenduti anche nelle mani di immobiliaristi esperti come i loro predecessori. In più Ns è stata penalizzata: niente affiancamento per la trasmissione dei saperi e in aggiunta pure il marameo della corazzata riscossioni tributi e gestione patrimonio del Centro direzionale, che ha scaricato all'isola affianco cinque tir di documenti rivendicando l'esclusiva del programma Tiger, un software gestionale che contiene tutti i dati e segreti degli immobili comunali. Un sistema creato in 15 anni dall'esercito di Romeo. Napoli Servizi, ex mega-impresa di pulizie pubblica, si è dovuta attrezzare di fronte a questo effetto "tela di Penelope". Si è rivolta alla Consip, l'e-Bay degli enti pubblici, ossia la società del ministero dell'Economia che suggerisce gli acquisti più convenienti. Ha trovato col suo aiuto un programma che si usa in altre città italiane, come Firenze. Ora si tratta di caricare i cinque Tir di dati restituiti da Romeo. Le tute blu sono cariche, la spa motivata. Ma la sfida è grossa e Davide non ha che una fionda per battere Golia.
NAPOLI - Vendita del patrimonio e tecnologie sfide e nodi di un vecchio carrozzone
Napoli Servizi, una società comunale, è stata costituita nel 1999 per gestire l'edilizia popolare e i servizi pubblici. La società ha iniziato a lavorare nel 2022, dopo che il Comune di Napoli ha dato il benservito alla Romeo Gestioni. Napoli Servizi ha il compito di recuperare soldi per le casse comunali e di gestire il patrimonio del Centro direzionale. La società ha 1.500 dipendenti e lavora in 500 cantieri, tra cui chiese, musei, impianti sportivi e sedi delle Municipalità. La società ha anche 200 custodi, 20 autisti e 15 promotori culturali.
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