La Fondazione sosterrà il recupero della chiesa dei Cavalieri Sos della sovrintendenza: In pericolo c'è pure S. Francesco Pronto il bando per i contributi ai progetti Sarà pubblicato domani sul sito internet della Fondazione Pisa (www.fondazionepisa.it) l'avviso relativo al 2013 per le richieste di contributo per progetti e richieste di sostegno istituzionale nei settori "Arte, attività e beni culturali" e "Volontariato, filantropia e beneficenza". Possono presentare la richiesta di contributo persone giuridiche senza scopo di lucro che perseguano fini di utilità sociale e concorrano a promuovere lo sviluppo economico del territorio in cui la Fondazione svolge la sua attività istituzionale secondo le previsioni dello Statuto. Nell'avviso sono riportate tutte le condizioni di partecipazione e le indicazioni dettagliate per la compilazione delle richieste sugli appositi moduli. Le scadenze per presentare i progetti sono: Settore Attività Culturali: 29 aprile 2013 Settore Beni Culturali: 13 maggio 2013 Settore Volontariato, Filantropia e Beneficenza: 27 maggio 2013. Le richieste di sostegno istituzionale dovranno pervenire entro il 20 dicembre 2013. (Nella foto: Pugelli e Ciafaloni durante la conferenza della Fondazione) PISA La Fondazione Pisa salverà la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri. L'ente di origine bancaria ha stanziato i 350 mila euro necessari per permettere il restauro del tetto della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri minacciata dalle infiltrazioni di acqua che stanno mettendo a repentaglio il prezioso soffitto ligneo a cassettoni dell'edificio progettato dal Vasari e danneggiando le travi di sostegno in legno. Ma appena si intravede la soluzione per un problema, subito scatta l'allarme per altri pezzi importanti del patrimonio storico e architettonico pisano. Dalla soprintendenza arriva infatti un nuovo allarme: anche la Certosa di Calci e la chiesa di San Francesco sono a rischio crolli. Senza non poche difficoltà burocratiche, la Fondazione, durante un incontro al Ministero dei beni culturali, è riuscita ad ottenere l'impegno del Dicastero per «l'esclusiva finalizzazione del contributo per risolvere in tempi estremamente rapidi il problema di restauro» della chiesa di Piazza dei Cavalieri. Non bastava infatti la volontà di intervenire e la disponibilità dei mezzi. Il problema era quello di assicurarsi che i fondi stanziati sarebbero stati destinati esattamente alla chiesa pisana e non si perdessero nei meandri della burocrazia italiana. «La Fondazione ha dato esempio di sensibilità, rapidità e concretezza», commenta Mauro Del Corso, presidente degli "Amici dei musei", l'associazione che ha collaborato alla petizione lanciata dal "Tirreno" per chiedere al Ministero un rapido intervento e che, in una settimana, ha raccolto quasi 500 firme. «L'intervento della Fondazione ha posto fine anche ad un non senso continua Del Corso - perché l'intera piazza e altri suoi edifici sono stati riqualificati mentre nella chiesa piove». Per avviare i lavori, bisogna mettere a punto un progetto esecutivo, avviare una procedura di pronto intervento e fare una sorta di "gara ristretta" con ditte specializzate. «Una volta affidati i lavori, inizieremo ad effettuare i saggi necessari per capire lo stato del danno, a cominciare dal cassettone ligneo del Vasari che si trova sul soffitto della chiesa. Ma intervenire sulla copertura non è un'operazione facilissima e richiederà almeno un anno per completarla», spiega l'architetto Marta Ciafaloni della Soprintendenza. Ciafaloni ha poi lanciato l'allarme per la Certosa di Calci dove, agli inizi di gennaio, si è verificato il crollo di una piccola falda di un loggiato, e per la chiesa di San Francesco, anch'essa compromessa in alcune sue parti. «Ho il terrore di quello che può succedere nella Certosa e per questo la monitoriamo mensilmente aggiunge l'architetto - Il problema è che lo Stato ha abbandonato il suo patrimonio artistico "non evidente": è il sistema Italia che deve cambiare direzione e valorizzare un patrimonio che avrebbe un ritorno economico incalcolabile». «Il paradosso cresce quando un privato vuole destinare risorse e deve inventarsi procedure alternative per intervenire - conclude Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa - Abbiamo quindi interesse a testare questo percorso tecnico-amministrativo per il restauro della chiesa di S. Stefano anche per risolvere analoghi problemi alla Certosa e alla chiesa di San Francesco dove servono ingenti risorse. Ponendoci come interlocutore con il Ministero dei beni culturali, possiamo fungere da collettore di risorse che anche altri potrebbero mettere a disposizione»