Daniela Stroffolino nel volume L'Europa "a volo d'uccello". Dal Cinquecento ad Alfred Guesdon, Edizioni Scientifiche italiane, 139 pagine, 18 euro, da poco edito e riccamente illustrato, ricostruisce questa storia svelando i meccanismi che consentono la precisa rappresentazione a distanza attraverso una sofisticata strumentazione matematica, tecnica e geometrica di cui l'autrice è un'attrezzata specialista, essendo lei che ha dato l'incipit a questo genere di ricerca con un volume fondamentale che non a caso è intitolato La città misurata, Salerno editrice, 1999. Da metà del Quattrocento fino alla fine del Settecento c'è una impetuosa e fruttuosa ricerca che riguarda l'illustrazione di città, di paesaggi e di contesti geografici. Ho rivisto assai di recente a Berlino un'opera che non è un capolavoro in senso assoluto, ma molto interessante. È La Mongolfiera di Francesco Guardi, e rappresenta il volo di un pallone aerostatico il 15 aprile del 1784 costruito dal Procuratore di Venezia Francesco Pesaro e condotto dal conte Francesco Zambeccari. In primo piano una loggia con tanti signori e dame a vedere l'insolito spettacolo del pallone che si leva sulla laguna, sul fondo appena si scorgono le sagome delle Zitelle e del Redentore. Un evento insolito che colpì Guardi e colpì anche Francisco Goya che intorno al 1813-16 dipinse, nel suo volontario esilio a Bordeaux, una mongolfiera che si leva su un paesaggio intensamente drammatico. Un modo di andar per vedute rivoluzionario che Guardi precorre, anticipando non solo Goya ma anche il Giornale di bordo dell'aeronauta Giannozzo, Adelphi, scritto dallo scrittore tedesco Jean Paul nel 1801. ono questi dipinti e questo testo l'antefatto di una ricerca che affascina Alfred Guesdon di cui Daniela Stroffolino ci racconta l'avventura scientifica e artistica che si dispiega a partire dal metà dell'Ottocento e non ci resta che seguire le belle pagine che dedica al francese in giro per l'Europa delle capitali: dalla Francia alla Svizzera, dall'Italia alla Spagna. Un'avventura che fa rivivere in modo suggestivo il mito di Icaro nel secolo della scienza quale fu l'Ottocento. Nato nel 1808 a Nantes, Guesdon intraprende senza fortuna la carriera di architetto e decide di dedicarsi al vedutismo anche con l'ausilio del pallone aerostatico in taluni casi e delle foto che ne trae. Per quindici anni l'artistaviaggiatore percorre interamente quella parte d'Europa che va «dal golfo di Napoli alle rive del Reno, dal lago di Ginevra allo stretto di Gibilterra». Per quanto riguarda la produzione iconografica, Guesdon realizza vedute di città italiane, francesi, spagnole e svizzere. A partire dal 1849 vengono pubblicate nell'ordine: L'Italie à vol d'oiseau, o storia e descrizione sommaria delle principali città di questo paese, di H. Etiennez, accompagnate da 40 grandi vedute generali, disegnate dal vero e litografate con due tinte Parigi, Hauser, 1849, volume in-folio. I disegni originari furono realizzati prima del 1848 e rappresentano le città italiane: da Torino a Genova, da Milano a Venezia, da Firenze a Roma, fino a Napoli, Pompei, Palermo, Messina e Catania. Pubblica poi La France a vol d'oiseau. Viaggio aereo sulla Loira e le sue rive, con la rappresentazione di 37 città; infine nel 1853 pubblica L'Espagne à vol d'oiseau con 24 vedute generali delle principali città del paese. Assai meno nota la raccolta di città svizzere dal titolo: La Suisse à vol d'oiseau, composta da almeno dieci litografie a colori realizzate sul finire degli anni Cinquanta. L'autrice le ha ritrovate tutte girando per biblioteche e musei d'Europa dove si trovano. Un ammirevole lavoro certosino. Non si può parlar di tutto e scelgo due splendide vedute di Napoli che riprendono la città da Oriente e da Occidente secondo la tradizione iconografica settecentesca, ma, scrive Daniela Stroffolino, «con un taglio più moderno che mette a fuoco gli interventi ottocenteschi». Nella prima Naples. Vue prise au-dessus de l'entrée du port marchand, l'interesse dell'artista ricade sul porto mercantile, racchiuso dal versante del mare aperto dal Molo San Gennaro e lungo la costa dal piccolo molo sul quale si erge l'Immacolatella. Alle spalle di questo il bacino del Mandracchio con la sistemazione di Stefano Gasse che prevedeva la costruzione della Nuova Gran Dogana, ben visibile con il suo pronao dorico a tre archi. Alle spalle di questa area spicca la facciata con l'alta cupola di San Giacomo degli Spagnoli, il reticolo ortogonale dei Quartieri Spagnoli che s'inerpicano fin sotto le pendici della collina di Sant'Eramo. A sinistra oltre il porto militare, la Darsena e il Palazzo Reale fronteggiato dall'emiciclo dorico che incornicia la Basilica di San Francesco di Paola costruita da Pietro Bianchi, i cui lavori terminarono proprio nel 1846. L'altra immagine, Naples. Vue prise au-dessus de la plage de Chiaja, riprende, invece, in primo piano la Villa Reale partendo dall'asse: loggia sul mare, meridiana realizzata su progetto di Gasse nel 1824 e cancello di passaggio per la Riviera di Chiaia. Più avanti il Tempio del Tasso (1819), e sul lato opposto il Tempio di Virgilio, a ridosso dei due corpi di guardia che chiudevano simmetricamente il primo tratto della Villa si erge il cosiddetto "Casino nel Boschetto". Alle spalle il lungo asse della Riviera di Chiaia con la sua cortina di palazzi nobiliari interrotta dal giardino di Villa Pignatelli. Al centro della veduta Castel dell'Ovo e Mont'Echia con gli edifici del Gran Quartiere che si sviluppa nel Seicento con finalità militari; in lontananza il centro storico con campanili e cupole delle tante chiese napoletane. Lo sky-line del Vesuvio chiude la veduta. L'interesse di Alfred Guesdon si rivolge alla splendida veduta di Pompei dal titolo Pompei. Vue prise au dessus de l'Odeon et du Théâtre tragique. Il filone iconografico dedicato esclusivamente ai siti archeologici non poteva non colpire un artista come Guesdon profondamente legato allo spirito classico dei suoi tempi: «la sua veduta di Pompei scrive l'autrice risulta estremamente originale per il fatto che riprende l'antica città vesuviana nella sua interezza inserendola in un vasto contesto paesaggistico fino a includere il Vesuvio e il mare; a sinistra in primo piano l'area dei teatri, al centro il Foro, in lontananza lungo la costa s'intravede un treno fumante che corre lungo la linea Napoli-Portici inaugurata nel 1839». Antico e moderno convivono in quest'immagine in perfetto equilibrio.