Il sopralluogo da parte di Soprintendenza e Comune ha escluso atti vandalici La pergamena caduta sarà riparata ma per un restauro totale non ci sono i soldi Livorno Nessun atto vandalico: la causa del danneggiamento dei Quattro Mori è la trascuratezza che ha accompagnato il monumento negli ultimi decenni della sua storia. È questo il responso del sopralluogo congiunto di Soprintendenza e Comune avvenuto ieri mattina, che suona un po' come atto di accusa nei confronti delle varie amministrazioni cittadine. La porzione di pergamena che si è staccata dalla mano di Ferdinando I de' Medici non è dunque il risultato di qualche bravata, ma una rottura dovuta all'invecchiamento e al degrado costante dell'opera-simbolo della città. Ieri in piazza Micheli erano presenti l'architetta referente della Soprintendenza per la città di Livorno, Loredana Brancaccio, e la restauratrice Donatella Montanari. Sul posto anche la dottoressa Laura Dinelli, l'ingegner Massimo Petagna e l'assessore Mario Tredici per il Comune. Durante il sopralluogo i tecnici hanno ricostruito l'esatta dinamica della caduta del frammento di marmo. Tramite l'uso di una gru gli addetti ai lavori sono saliti fino alla sommità della statua del Granduca Ferdinando, controllando e fotografando da vicino il punto preciso dal quale si è staccato il pezzo di pergamena lungo 30-40 centimetri. In seguito ai rilievi, come detto, è stato escluso l'atto vandalico: difficile che qualcuno possa essersi arrampicato fino a sette metri d'altezza; più probabile che il frammento si sia staccato a causa della mancata manutenzione del monumento (l'ultimo parziale intervento di restauro risale alla metà degli anni '80). L'esposizione alle intemperie e la costante azione del salmastro hanno fatto il resto. «L'elemento in marmo - spiega la dottoressa Montanari - si è staccato ed è caduto sul basamento ai piedi del Granduca. Da lì è rotolato fino al punto di caduta a terra». L'incuria sarebbe dunque l'unica responsabile del danneggiamento dell'opera. A confermare questa ipotesi è anche l'architetta Brancaccio: «Il monumento avrebbe avuto bisogno di una manutenzione costante nel corso degli anni. Una serie di interventi ordinari avrebbe evitato di ritrovarci oggi con i Quattro Mori in queste condizioni». «Senz'altro non c'è stata mancanza di buona volontà - precisa Brancaccio - quanto dei finanziamenti necessari per il restauro. Ma è comunque un peccato se consideriamo che ci troviamo di fronte al vero simbolo di Livorno». Dopo tanti anni di scarsa attenzione, oggi sarebbe necessario un restyling completo del monumento. Ma a quanto ammonterebbe la spesa per riportare il Granduca Ferdinando e i Mori al loro originario splendore? Secondo le stime della Soprintendenza, solo per la pulizia del bronzo dei Mori servirebbero circa 80 mila euro (20 mila euro per ogni scultura). A questi andrebbero sommati i costi per le operazioni di pulizia e restauro del marmo bianco (in più punti diventato grigio a causa dell'inquinamento o verde per il bronzo "colato" lungo il piedistallo). Tra la statua di Ferdinando, i basamenti e il resto della struttura, occorrerebbero almeno altri 100 mila euro.Insomma, cifre da capogiro che - di questi tempi - probabilmente nessun ente locale può permettersi di spendere. L'operazione di un restauro globale resta dunque un miraggio. Ad oggi si può solo sperare in una sistemazione della pergamena di Ferdinando I, con Soprintendenza e Comune che assicurano di fare il possibile per un ripristino in tempi rapidi. Certo è che se il monumento simbolo di Livorno fosse stato curato di più nell'ultimo mezzo secolo, oggi il fiero Granduca e i Quattro Mori ai suoi piedi si troverebbero in condizioni senz'altro migliori.