Un altro passo verso il trasferimento in via Pietrasantina, ma ora i commercianti fanno ricorso al Consiglio di Stato La diminuzione degli incassi non è certa PISA Ecco i passaggi essenziali dell'ordinanza del Tar. 1) «Lo spostamento temporaneo operato dall'amministrazione comunale trova giustificazione... nella previsione dell'art. 40 l.r. 7 febbraio 2005 n. 82... e nell'accertata situazione di pericolo sussistente... e nell'ormai imminente inizio dei lavori di ristrutturazione». 2) Si evidenzia «in ragione dei pareri contrari dei Vigili del Fuoco e della Polizia... l'impraticabilità della soluzione alternativa... proposta dai ricorrenti. 3) «Non essendo per nulla certa una diminuzione degli incassi nella nuova ubicazione». RIPRODUZIONE RISERVATA di Francesco Loi e Daniele Benvenuti wPISA No alla sospensiva sul trasferimento. La seconda sezione del Tar della Toscana ha dato ragione a Comune, Primaziale, Azienda ospedaliera e Fondazione Comel, bocciando l'istanza cautelare presentata dai 42 bancarellai del Duomo. Ecco l'ennesima puntata di questa lunga vicenda. E non sarà l'ultima: i commercianti ricorreranno al Consiglio di Stato. Non si arrendono al trasloco in via Pietrasantina. E il Comune? Aspetterà anche questo verdetto. Nessuna forzatura in vista, secondo quanto si dice nei corridoi di Palazzo Gambacorti. Le ragioni del no. Il Tribunale amministrativo regionale, nella sua ordinanza, sostiene che la richiesta dei bancarellai non può essere accolta per tre motivi principali: è la legge che permette al Comune, per ragioni di pubblica sicurezza (condizioni di degrado del Museo delle Sinopie), di spostare le attività commerciali dalla piazza; il Tar rimarca anche una «accertata situazione di pericolo». Secondo: l'impraticabilità dell'alternativa proposta dai bancarellai di spostarsi nella strada verso la piazza per consentire l'allestimento del cantiere (lavori già banditi dall'Aoup) senza trasferirsi, soprattutto dopo i pareri contrari dei Vigili del Fuoco e della Polizia. Terzo: la temuta diminuzione degli incassi non è sicura. Il Tar dunque, per alcuni aspetti, è già entrato anche nel merito. Una mezza sorpresa. Spirito di collaborazione. I bancarellai si sono riuniti ieri sera con i loro avvocati, alla presenza dei rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio, sempre al loro fianco. Vogliono evitare il trasferimento nel parcheggio dei bus turistici, dove dovrebbero spostarsi durante lo svolgimento dei lavori alle Sinopie (durata prevista un anno). E poi? Partita aperta. Intanto il Comune, in una nota, sottolinea come l'ordinanza del Tar confermi «le ragioni d'emergenza e il percorso scrupoloso» che è stato seguito. In attesa del pronunciamento di merito, l'amministrazione mette in evidenza come sia stato di fatto «convalidato l'orientamento assunto in modo unanime da tutte le istituzioni che hanno partecipato ad una specifica conferenza di servizi». Dunque, a sostenere la necessità del trasferimento dei banchi dalla piazza non c'è solo il Comune, ma anche (come da elenco del comunicato) Prefettura, Regione, Provincia, Università, Scuola Normale, Primaziale, Aoup, Sovrintendenza, Direzione regionale per i Beni Culturali, Camera di Commercio e Vigili del Fuoco. Di sicuro si andrà avanti nella strada intrapresa sia «per affrontare l'emergenza» dei lavori sia per i progetti di «riorganizzazione delle attività commerciali intorno» a Piazza dei Miracoli, sulla base soprattutto del piano Chipperfield di ridisegno e recupero dell'area del Santa Chiara. Il Comune «auspica che si possa procedere, con spirito di collaborazione, a consentire l'avvio dei lavori come è necessario nella piazza per evitare ogni rischio per l'incolumità delle persone e di danneggiamento irreversibile di beni culturali d'inestimabile valore». I tempi del Consiglio. Sulla sospensiva sarà ora chiamato a pronunciarsi anche il Consiglio di Stato. I tempi dovrebbero essere rapidi, al massimo due settimane dal momento del deposito della richiesta da parte dei legali degli ambulanti. Un precedente simile si è avuto per il mercato di via San Lorenzo a Firenze. Il Tar ha respinto nell'aprile scorso l'istanza presentata dai commercianti, mentre pochi giorni dopo il Consiglio di Stato ha fatto il contrario. La vicenda si è conclusa qualche settimana fa con un accordo tra Comune ed operatori