Una sala matrimoni fuori norma all'Osservanza e una villa a tre piani spuntata dal nulla E' UNA sala ricevimenti con magnifica vista sulla città, dove si sono festeggiati i matrimoni più eleganti, con il suo panoramico terrazzo erboso, il gazebo, gli stucchi. Peccato che il salone è abusivo. Almeno secondo la procura, che con le sue inchieste sugli abusi edilizi, tra gli alberi e le valli della collina bolognese sottoposta a rigoroso vincolo paesaggistico, solleva il problema della tutela dell'ambiente. Con annesso problema delle piscine, sorte secondo l'esperienza della procura con una certa dose di facilità nei permessi. Per quella sala di ricevimenti dentro villa Scarani, a pochi passi dal convento dell'Osservanza, il conte Vincenzo Ranuzzi De Bianchi - noto anche perché nel 2002 rivendicò alla propria famiglia la proprietà della statua di San Petronio posta sotto le Due Torri - ha ricevuto un atto di fine indagine per un abuso edilizio. Era il titolare di una società (chiamata giustamente "Panorama"), che non aveva l'autorizzazione a realizzare un salone, ma solo un'autorimessa interrata. Con lui sono indagati il direttore dei lavori e il titolare della ditta esecutrice. L'atto di accusa del pm Morena Plazzi parla di opere abusive in area con vincolo paesaggistico: costruzione di un fabbricato ad un piano fuori terra di 11 metri per 34, con annessa cucina e parecchi servizi igienici, oltre ad una scala che sale al terrazzo, dove è abusivo pure un pergolato di ferro, oltre al gazebo ottagonale sistemato su un terrazzamento più in basso. Sempre il pm Morena Plazzi ha messo sotto inchiesta un immobile costruito su un terreno accanto alla villa, acquistato da un imprenditore, Enrico Rossetti, dove è sorta una palazzina a tre piani, dove prima c'era una baracca. In questo caso, il proprietario, al quale sono contestati quattro diversi reati edilizi come al direttore lavori e ad una ditta edile di San Lazzaro, è accusato di aver demolito e ricostruito un fabbricato accessorio - una specie di baracca con il tetto di onduline - sulla base di una semplice Dia (dichiarazione di inizio attività), mentre sarebbe stato necessario secondo la procura un vero "permesso a costruire", in quanto l'edificio si discosta notevolmente per volumetria e forma da quello originario. Il proprietario ha dovuto rinunciare anche a costruire la piscina. Uno dei reati contestati è la mancanza della autorizzazione della Sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. Questa vicenda è già in stato avanzato, perché a maggio per i tre indagati inizierà il processo di primo grado. Il procedimento ha avuto una storia tormentata. Il gip Alberto Gamberini aveva accolto la richiesta di sequestro avanzata dal pm Plazzi, ma il Tribunale del riesame l'ha respinta. Il pm ha fatto allora ricorso in Cassazione reiterando la richiesta, che è stata accolta e rimandata al Riesame, che però non ha sconfessato se stesso e non ha di nuovo concesso il sequestro della villa a tre piani, motivando che erano nel frattempo cessate le esigenze cautelari. Nei due casi, le indagini sono state fatte dalla Polizia municipale, che spesso per controlli come questi viene messa in azione da denunce anonime dei vicini. I vigili urbani erano saliti all'Osservanza per controllare la palazzina e lì si sono accorti della sala per cerimonie. Controllando le fotografie scattate dall'elicottero, hanno capito che la costruzione l'anno precedente non c'era.
BOLOGNA - Abusi in collina, due inchieste della procura
Una villa a tre piani a pochi passi dal convento dell'Osservanza è stata indagata per abuso edilizio. Il conte Vincenzo Ranuzzi De Bianchi, proprietario della villa, è stato accusato di aver costruito un salone di ricevimenti senza autorizzazione. La procura ha sollevato il problema della tutela dell'ambiente e ha contestato la costruzione di una piscina. Il direttore dei lavori e il titolare della ditta esecutrice sono stati indagati insieme al conte. La vicenda è già in stato avanzato e il processo di primo grado inizia a maggio. Le indagini sono state fatte dalla Polizia municipale, che ha scoperto la sala di ricevimenti grazie a fotografie scattate dall'elicottero.
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