Alemagna: le norme ci sono. Cervellati: mai visto uno scempio simile GLI abusi in collina come «campanello d'allarme da non sottovalutare », nella lettura di Italia Nostra. Oppure, casi isolati di una «situazione che rispetto al territorio italiano non deve destare allarme» secondo l'assessore all'urbanistica, Patrizia Gabellini. I colli tengono banco da sempre nel dibattito urbanistico cittadino anche se, paradossalmente, «i casi in collina non sono certo i più numerosi né i più gravi spiega l'assessore alla casa Riccardo Malagoli nelle zone rurali di periferia, al Pilastro e al Navile c'è molto di peggio». In Comune, intanto, il gruppo di lavoro coordinato da Malagoli sugli abusi edilizi ha già messo nel mirino le piscine che proliferano in collina. «Le piscine sui colli sono moltissime, alcune regolari, alcune no dice l'assessore adesso noi vogliamo sapere quante di queste sono regolari». In città sono stati individuati oltre 150 casi di abusi scovati da una task force della polizia municipale, in 21 di questi si è arrivati alla demolizione, ma è l'idea di intaccare il cuore verde e prezioso della collina a smuovere gli urbanisti. «Gli strumenti urbanistici per la zona collinare o il centro storico erano più rigorosi qualche tempo fa rispetto alle attuali normative dice Pierluigi Cervellati gli abusi edilizi non possono essere in nessun modo giustificati e sono tutta un'altra storia. Ma ci sono oggi degli strumenti urbanistici che hanno responsabilità diverse. Perché c'è un concetto di progettualità, l'idea di poter fare cose diverse rispetto al rigore degli anni passati. Qui non si parla di un'altana o un abbaino, di un velux o di una finistra, sono interventi di proporzioni consistenti. Io non memoria a Bologna di casi di queste proporzioni». Daniele Benati di Italia Nostra sostiene che, al netto delle situazioni all'attenzione dei magistrati, bisognerà stare attenti a quanto accadrà nei prossimi anni. «Il problema è che il regolamento urbanistico, in vigore dal 2009, è come un cavallo di Troia: apre la strada alla possibilità di intervento ai singoli progettisti dice Benati per questo noi avevamo messo in guardia dalle insidie del Rue». Nel mirino dell'associazione ci sono le parti del regolamento che incoraggiano la ricostruzione e riqualificazione degli edifici lasciando, secondo Benati, «troppa autonomia ai progettisti». Secondo l'architetto Pietro Maria Alemagna, ex membro della commissione edilizia, invece «le regole ci sono, sono molto ferree». Ad esempio la regola che prevede che si possa demolire e ricostruire un edificio aggiungendo un ampliamento del 20, contemplata nel Rue, prevede però requisiti e autorizzazioni molto precisi. «Bisogna assicurare efficienza energetica, qualità del verde e molti altri parametri dice Alemagna e comunque serve il permesso di costruire, con tanto di autorizzazione della sovrintendenza». Per le parti interrate, invece, non è prevista una tutela paesaggistica vera e propria, perché questa ovviamente non si estende al sottosuolo. Per le «pertinenze completamente interrate», infatti, è necessaria una dichiarazione di inizio attività, ma poi deve trattarsi effettivamente di cantine e garage. «Questa normativa ha modificato il precedente sistema dell'una tantum spiega Alemagna cioè la regola per cui si potevano ampliare gli edifici per migliorarne la funzionalità di una percentuale data, inferiore al 15. È un approccio nuovo e diverso, non più o meno restrittivo ». «Non abbiamo assolutamente abbassato la guardia, gli strumenti urbanistici sono molto attenti alla collina ribadisce l'assessore Gabellini in particolare ci sono degli ambiti dove demolire e ricostruire non è possibile. Per il contrasto agli abusi, invece, i nostri controlli e la nostra vigilanza sono molto seri».
BOLOGNA - Urbanisti divisi sul regolamento edilizio Italia Nostra attacca: è un cavallo di Troia
In Italia, gli abusi edilizi sono un problema diffuso, soprattutto nelle zone collinari. Secondo l'assessore all'urbanistica di Bologna, Patrizia Gabellini, i casi in collina non sono i più numerosi né i più gravi, ma gli strumenti urbanistici per la zona collinare o il centro storico sono più rigorosi rispetto alle attuali normative. Il gruppo di lavoro coordinato da Gabellini ha messo nel mirino le piscine che proliferano in collina, ma le regole ci sono, dice l'architetto Pietro Maria Alemagna. Le normative urbanistiche hanno modificato il precedente sistema dell'una tantum, che permetteva di ampliare gli edifici per migliorarne la funzionalità di una percentuale inferiore al 15.
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