MILANO La soluzione della vicenda Scala? «Come sempre, in ogni cosa ci vuole il buon senso delle persone». Così il neoassessore alla Cultura del Comune di Milano Stefano Zecchi, che ieri sera ha fatto la sua prima visita al teatro del Piermarini nel nuovo incarico, insieme al sindaco Gabriele Albertini e al ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani. Occasione è stata l'inaugurazione di una mostra di disegni dell' architetto Mario Botta sulla ristrutturazione della Scala, esposti nel ridotto dei palchi Arturo Toscanini. Botta, insieme al sindaco e sovrintendente della Scala Mauro Meli hanno illustrato al ministro le varie fasi dell'intervento di ristrutturazione del teatro così come sono maturate prima di tutto sulla carta, una dozzina di tavole, alcune delle quali contenenti gli schizzi tracciati a mano dall'architetto, riguardanti in particolare il famoso ellissoide, visibile dalla Piazza. Sulle polemiche nate dalle decisioni del cda della Fondazione, nessuno dei protagonisti presenti ha voluto fare commenti, tranne Zecchi, secondo cui «sembra che le cose siano ormai chiare: Carlo Fontana ha in prospettiva incarichi consoni alle sue qualità e alle sue competenze e il dottor Meli riuscirà bene a tenere alto il nome della Scala». Ma lei la conosce bene la vicenda Scala? «Devo dire - ha risposto - che la conosco alla perfezione: Carlo Fontana è da sempre mio avversario a scopone scientifico. Passano le cose, le mogli, ma le partite a scopone con Carlo no. Così come non passano le partite di Coppa del Campioni. Io sono stato consigliere al Piccolo Teatro ai tempi di Strehler e per esperienza so che è impossibile tenere insieme un grande artista e un amministratore. Mi ricordo che una volta, per cercare di tranquillizzare il maestro, abbiamo passato tutti un Capodanno a Bali. E quando Nina Vinchi aveva problemi con gli artisti si rivolgeva a Strehler, se aveva problemi amministrativi cercava Grassi, ma se poteva non li faceva mai incontrare. La musica è una grande forza spirituale, e la Scala è uno dei tre pilastri di Milano. Gli altri due sono il Piccolo Teatro e Brera, di cui sono presidente».