In 440 firmano l'appello lanciato dal Tirreno per Santo Stefano dei Cavalieri intanto monsignor Armani, a sue spese, ha fatto riparare alcune tegole PISA La città si mobilita per salvare la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri. Sono oltre 440 le persone che hanno aderito alla petizione del Tirreno che ha raccolto il grido di allarme di monsignor Armani, rettore della chiesa di Piazza dei Cavalieri, dopo che le infiltrazioni di acqua hanno iniziato a minacciare la struttura e i tesori che l'edificio progettato dal Vasari conserva. La chiesa, di proprietà dello Stato, ha bisogno di un intervento urgente al tetto stimato in circa 350mila euro. Il consigliere comunale del Pdl, Riccardo Buscemi, ha inoltre proposto di inserire il luogo di culto nel patrimonio del Fondo edifici di culto (Fec), gestito dal Ministero dell'Interno con il fine di «assicurare la tutela e la valorizzazione, la conservazione e il restauro dei beni di proprietà», ma monsignor Armani ritiene che questa strada non sia percorribile. «Ritengo che, dal punto di vista legislativo, la proposta non è concretizzabile spiega il rettore della chiesa di Santo Stefano in quanto la chiesa dei Cavalieri appartiene al demanio indisponibile dello Stato e per trasferirla al Fec occorrerebbe una legge speciale. Oggi (ieri per chi legge, ndr) continua don Armani sullo stato della chiesa - ho chiamato i muratori per sistemare a mie spese alcune tegole per non far filtrare troppa acqua. Ma si tratta di lavori provvisori che non possono risolvere il problema». Con la nostra petizione chiediamo al Ministero dei beni culturali di inserire quello che è uno dei monumenti simbolo di Pisa tra gli interventi prioritari. «Una goccia scava anche la pietra conclude don Armani e per questo non bisogna demordere». Per firmare la petizione e invitare il Ministero a intervenire al più presto, basta collegarsi al sito web: www.iltirreno.it.
PISA - La città si mobilita per salvare l'antica chiesa
In Pisa, la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri è stata minacciata dalle infiltrazioni di acqua. Monsignor Armani, rettore della chiesa, ha lanciato un appello per richiedere un intervento urgente. Più di 440 persone hanno firmato una petizione per chiedere al Ministero dei beni culturali di inserire la chiesa tra gli interventi prioritari. La chiesa, di proprietà dello Stato, ha bisogno di un intervento stimato in circa 350mila euro. Monsignor Armani ritiene che la proposta di trasferire la chiesa al Fondo edifici di culto non sia concretizzabile.
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