VIETATI gli infissi in metallo e plastica, no alle tapparelle avvolgibili, banditi anche i vetri a specchio, proibite le ringhiere in anticorodal e attenzione alle sporgenze. Il supervincolo paesaggistico apposto al centro cittadino di Bari rischia di bloccare non solo cantieri e restauri, ma anche piccoli lavori domestici. I quattro quartieri centrali, Libertà, Murat, Madonnella e Bari vecchia, da agosto, infatti, sono diventati di "notevole interesse pubblico". Così la determina regionale introduce il vincolo paesaggistico da via Crispi a corso Sonnino per preservare la bellezza dei palazzi e non compromettere l'insieme architettonico. Il problema, però,è che le prescrizioni su cosa fare e cosa non fare sono estese indistintamente a tutti gli edifici dell'intera area. Chiunque voglia realizzare lavori di ristrutturazione in casa o mettere in piedi nuove costruzioni o solo semplicemente sostituire le finestre dovrà ricevere l'ok della Soprintendenza. Il rischio paralisi, protestano gli imprenditori, è dietro l'angolo. «Si tratta di un vincolo diffuso e troppo pregnante che rischia di allungarei tempie di bloccarei lavori» denuncia il presidente dell'Ance Bari, l'associazione dei costruttori edili, Domenico De Bartolomeo. «Sarebbe meglio individuare i singoli immobili da sottoporre a vincolo e non costringere anche chi deve solamente cambiare gli infissi a chiedere l'autorizzazione paesaggistica. Al momento è scattata la salvaguardia: nei fatti significa che il vincolo è già applicato. Intanto però abbiamo chiesto ed è in corso un'inchiesta pubblica per confrontarci con gli urbanisti della Regione e gli esperti». Proprio mercoledì all'assessorato all'urbanistica della Regione Puglia si è svolto il secondo incontro con le associazioni di categoria. «È stato un momento di partecipazione importante - commenta l'assessore all'assetto del territorio, Angela Barbanente - abbiamo ascoltato le richieste degli edili e delle associazioni, terremo conto degli allarmi e delle preoccupazioni. È in corso un approfondimento tecnico per capire come snellire le procedure e applicare in alcuni casi solo parzialmente il parere della Soprintendenza. Di sicuro noi ci impegniamo ad accelerare i tempi della burocrazia con procedure telematiche che fanno risparmiare anche sui costi. Aiuteremo in tal senso anche la Soprintendenza». Una rassicurazione che tranquillizza solo in parte gli edili di Confindustria. «C'è una disponibilità al dialogo - ammette De Bartolomeo - bisogna trovare però un equilibro tra eccesso di vincoli e abusivismo, quando si esagera con i vincoli, infatti, il pericoloè che ognuno faccia da sé in maniera abusiva. Abbiamo sollevato le nostre perplessità, il vincolo sarà definitivo solo con l'approvazione di una delibera di giunta regionale». Il 14 febbraio prossimo è previsto l'ennesimo incontro con gli esperti per apportare modifiche e correzioni al vincolo che abbraccia quasi 350 ettari di territorio cittadino. È ottimista l'architetto Anna Maria Curcuruto che guida la ripartizione Urbanistica del Comune di Bari dove vengono imbastite tutte le pratiche prima di passare alla commissione paesaggistica della Soprintendenza che deve esprimere parere vincolante. Un passaggio in più rispetto a quanto avveniva prima quando bastava la sola autorizzazione comunale. «Sono convinta che sugli infissi troveremo una soluzione, quello che conta è l'aspetto non il materiale. Con l'informatizzazione delle pratiche, cercheremo di velocizzare le operazioni. Da settembre a oggi abbiamo comunque già dato 50 autorizzazioni per insegne dei negozi». Non è dello stesso parere l'imprenditore Ance, Giuseppe Fragasso. «L'incertezza blocca tutto, molte pratiche sono ferme e tante altre resteranno ferme».
PUGLIA - Vincoli pronti in quattro quartieri i costruttori: Così si blocca tutto
La Regione Puglia ha introdotto un vincolo paesaggistico in quattro quartieri centrali di Bari, Libertà, Murat, Madonnella e Bari vecchia, che prevede la protezione della bellezza dei palazzi e dell'insieme architettonico. I lavori di ristrutturazione e costruzione sono stati vietati agli infissi in metallo e plastica, alle tapparelle avvolgibili e ai vetri a specchio, e richiedono l'autorizzazione della Soprintendenza. Gli imprenditori hanno denunciato il rischio di paralisi e hanno chiesto di individuare i singoli immobili da sottoporre a vincolo e non costringere tutti gli edifici a chiedere l'autorizzazione.
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