Accordo per prolungare la cassa integrazione dei dipendenti dell'hotel a casa da novembre. Cento milioni di euro per rilanciare e far ripartire l'attività alberghiera al San Clemente Palace Hotel. E quanto è pronto a mettere sul piatto della bilancia un grosso fondo turco di investitori, decisi a sbarcare in laguna. L'indiscrezione, pubblicata ieri da «Milano Finanza», conferma l'ipotesi, come anticipato dal Gazzettino, che sembra vicina una svolta importante nella vicenda. Lo splendido resort cinque stelle lusso nell'isola veneziana, che comprende anche un eliporto, presto potrebbe riaprire i battenti. La trattativa non è ancora chiusa, e quindi il nome dell'acquirente è ancora sconosciuto, ma si tratta di un grosso gruppo del fondo asiatico. Alla trattativa sta lavorando alacremente il commercialista mestrino Danilo Capone, ma, come detto, anche nelle scorse settimane, siamo in dirittura d'arrivo. Non appare un caso che Capone abbia prolungato, per ora, solo fino a marzo, la cassa integrazione in deroga di un'ottantina di dipendenti. L'obiettivo dei nuovi proprietari, una volta sottoscritto l'acquisto, sarebbe quello di riaprire entro Pasqua la struttura, chiusa dallo scorso 30 novembre, e comunque prima dell'inaugurazione della Biennale a giugno. Il senso è chiaro: non si vuole perdere la stagione 2013. L'offerta di partenza era di 78 milioni per acquisire l'immobile, più altri 3 per la licenza di gestione. Un'offerta particolarmente appetibile, specie in un momento di crisi del settore immobiliare come questo, che confermerebbe invece come il richiamo della città di Venezia, e l'ospitalità super lusso tengano bene il mercato. I turchi hanno già designato quello che diventerebbe il futuro gestore, ovvero la compagnia tedesca di Berlino Kempiski, che gestisce nel mondo prestigiosi hotel superlusso. La trattativa è ai dettagli, l'unico scoglio significativo da risolvere è quello di un accordo che garantisca l'assunzione a quanti sono rimasti disoccupati, dopo la chiusura dell'albergo, che chiedono di mantenere il proprio posto di lavoro. L'arrivo dei turchi risolverebbe la crisi dei mesi scorsi, dopo che anche un'asta del tribunale di Torino, per assegnarne la gestione, è andata deserta. Tutto è partito a seguito del fallimento della Gav, società proprietaria e gestore precedente, a causa di un crack finanziario nel febbraio scorso, con l'arresto e l'accusa di bancarotta fraudolenta per i suoi responsabili. Dopo il fallimento della società l'hotel, che ha conquistato ottimi risultati aziendali, ha continuato ad operare fino allo scorso 30 novembre, ospitando eventi anche di richiamo mondiale.