Gara per il restauro: a giorni il dispositivo del Tar. La società esclusa Andrea Gherardi: «Spero facciano presto, una gara così importante per noi è la ciliegina sulla torta». Si conoscerà entro una settimana l'esito del ricorso al Tar sulla prima delle 4 gare per il restauro del Colosseo che vede contrapposte l'impresa Gherardi Costruzioni (aggiudicataria definitiva) e la Lucci Salvatore srl (seconda). A chiedere la pubblicazione del dispositivo, ovvero se i giudici amministrativi hanno deciso di accogliere o meno le istanze dei ricorrenti, è stata l'Avvocatura dello Stato nell'udienza pubblica di ieri. A breve, dunque, potrebbe sbloccarsi la situazione di stallo che continua a rallentare l'inizio dei lavori. «Abbiamo assegnato l'appalto il 3o agosto - ricordano dal ministero dei Beni culturali - e siamo consapevoli di aver lavorato bene. Ci sentiamo come un atleta pronto a partire, ma possiamo pazientare ancora qualche domo». Nel frattempo l'ufficio Sicurezza del patrimonio culturale, sotto la supervisione di Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del Mibac, sta valutando le misure più idonee a proteggere i visitatori dell'Anfiteatro dal rischio di micro distaccamenti di travertino. La diatriba sulle dimensioni della "zona rossa" (io o 15 metri) e sull'eventuale rete anti-caduta è stata sottoposta ai tecnici del Collegio Romano, dopo lo scontro tra il sindaco Gianni Alemanno e la soprintendente ai Beni Archeologici, Mariarosaria Barbera. Le conclusioni degli esperti saranno comunicate al più presto: «Non alle calende greche», prevedono al dicastero. Si stringono così i tempi sul monumento più visitato di Roma, mentre l'ordinanza sul decoro nel centro storico è congelata fino al 6 febbraio: il Campidoglio, infatti, ha concesso una proroga agli esercenti per adeguarsi alle regole sui dehors. E però, sull'avvio dei lavori al Colosseo rimane un margine di incertezza: «Spero che il giudizio definitivo arrivi tra sette giorni - a parlare è Andrea Gherardi, socio di maggioranza dell'omonima impresa di costruzioni - ma non è escluso che possano volercene di più. Dipende da quando si riunisce la Camera di Consiglio: se i magistrati oggi (ieri, ndr) hanno deciso lo sapremo nei tempi previsti, altrimenti dovremo aspettare». La società vincitrice, poi esclusa per non aver rispettato le scadenze nel produrre alcuni documenti richiesti dalla Soprintendenza, sta alla finestra: «Purtroppo, i tempi della burocrazia sono questi - osserva Gherardi - . Siamo nel settore da 5o anni e vincere una gara così importante sarebbe la ciliegina sulla torta. L'iter che va avanti da mesi, tra ricorsi e controricorsi, ci costa non solo sul piano psicologico ma anche su quello economico: il nostro ingegnere è impegnato tutto il giorno a produrre materiale utile agli avvocati». Diego Vaiano, legale della Lucci Salvatore srl, è più ottimista: «D dispositivo del Tar al 95 sarà pubblicato tra una settimana e penso che arriverà anche la sentenza, visto che quindici giorni fa è già stato chiesto un rinvio». Rimane comunque aperta la strada dell'appello al Consiglio di Stato: «Fa parte del gioco - concede Vaiano - e immagino che sia noi sia la Gherardi ci avvarremo di questa possibilità: malgrado l'iter degli appalti sia accelerato, per chiudere la questione potrebbe passare un altro paio di mesi».
ROMA - Colosseo, l'Avvocatura accelera. Tra una settimana il verdetto
Il dispositivo del Tar sulla gara per il restauro del Colosseo sarà conosciuto entro una settimana. La società Gherardi Costruzioni, esclusa per non aver rispettato le scadenze, sta aspettando il giudizio definitivo. La Lucci Salvatore srl, seconda per l'appalto, ha chiesto la pubblicazione del dispositivo e spera che la sentenza arrivi presto. Il ministero dei Beni culturali ha assegnato l'appalto il 3 agosto e si sente come un atleta pronto a partire, ma può pazientare ancora. L'ufficio Sicurezza del patrimonio culturale sta valutando le misure per proteggere i visitatori dal rischio di micro distaccamenti di travertino.
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