Assalto alla Soprintendenza. Il trasferimento delle competenze alla Regione Friuli Venezia Giulia - come peraltro già avvenuto in altre Regioni a Statuto speciale - diventa priorità assoluta e il presidente Renzo Tondo annuncia la protesta in corriera: tutti nella capitale. La vicenda è nota ed è culminata, nei giorni scorsi, con un esposto dell'Ance Fvg (Associazione costruttori edili) alla Corte dei Conti contro, appunto, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici: «blocca opere per almeno 500 milioni e i dinieghi riguardano i170 per cento circa dei progetti presentati in questi mesi. Quella che si sta verificando in Friuli Venezia Giulia è una situazione paradossale e gravissima: l'aumento dei dinieghi - o predinieghi - è esponenziale e vanno ad aggravare una situazione già di per se difficilissima. Il comparto ha perso oltre 5 mila addetti». Prima dell'Ance, consapevole della gravità, si era mossa la giunta Tondo, con una proposta all'allora governo Berlusconi di modifica delle procedure che riguardano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali; proposta esaminata dalla Commissione Paritetica. Ma il governo Monti ha bloccato tutto «esprimendo parere negativo sull'ipotesi avanzata dalla Paritetica, evidenziando una visione centralista borbonica», ha commentato ieri in consiglio regionale Paolo San-tin (Pdl). «Fortunatamente - spiega il presidente dell'Ance Fvg, Valerio Pontarolo -, come spesso accade in campagna elettorale, la politica trova maggiore energia; al punto tale che ieri il presidente Tondo si è detto pronto a organizzare le corriera per Roma per una protesta sotto le finestre del Ministero». E Tondo non è solo. Ancora Pontarolo: «La scorsa settimana sono stato contattato da Serracchiani e Rosato (Pd). Mi hanno assicurato il loro interessamento. Lo stesso, stamattina (ieri per chi legge, ndr), ha fatto Gianfranco Moretton. Mi ha detto di conoscere il problema e mi ha invitato martedì all'incontro con Mario Monti». Sempre ieri Pontarolo ha parlato con Tondo: «Mi ha confermato di aver telefonato al segretario generale del Ministero, la persona più giusta con cui trattare. "La situazione è infuocata - ha detto il governatore - e sappi che se non si risolve subito ci potrebbero essere dei pullman di protestare sotto le finestre del Ministero, io in testa"». «La lettura corretta che va data a questa vicenda - conclude Pontarolo - è che consapevolmente tutti ritengono la Soprintendente Fvg un problema. E non importa se si muovono per ottenere consenso: l'importante è che si arrivi a una soluzione». Ieri il caso è stato sollevato in consiglio anche da Enore Picco (Lega): «La Regione, se investita direttamente del ruolo di soggetto decisore, saprebbe trovare un giusto compromesso tra salvaguardia del patrimonio culturale ed esigenze amministrative. La Lega chiede, nuovamente, il trasferimento delle competenze della Soprintendenza alla Regione».