Taglia di qua, sforbicia di là, dei 181,8 milioni che rappresentavano la dotazione iniziale 2012 dell'otto per mille girato dai contribuenti allo Stato non è rimasto un euro. Inutile, quindi, mettersi a scrivere il decreto che avrebbe dovuto ripartire risorse ormai inesistenti fra i progetti (in particolare di recupero del patrimonio culturale) che ambivano al contributo. A spiegare che non ci sono soldi, e quindi nemmeno progetti «ammessi» al contributo, è il dipartimento Finanze, che ha anche ricostruito la storia dei tagli capaci di azzerare il tesoretto iniziale. Il grosso delle risorse se n'è andato verso la Protezione civile nel corso delle manovre emergenziali del 2011: un primo assegno da 64 milioni di euro è stato dirottato alle «spese per la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento» guidato da Franco Gabrielli (articolo 21, comma 9 del Dl 982011), dipartimento che ha poi ricevuto altri 57 milioni dal decreto «Salva-Italia» di dicembre (articolo 30, comma 5 del Dl 2012011). Con un'altra limatura pesante, la manovra finanziaria ha poi spostato altri 24 milioni di euro. Evaporato per questa via l'80 del fondo iniziale, gli altri 36 milioni hanno dovuto fare i conti con le emergenze meteorologiche. Le super-nevicate di febbraio 2012 si sono prese4milioni di euro con il decreto di luglio sulla revisione di spesa (articolo 23, comma 9 del Dl 952012), e a completare il quadro è intervenuta l'ultima legge di stabilità (articolo i, comma 290 della legge 2282012), che ha giratogli ultimi 32 milioni alle alluvioni 2009-2010 di Liguria, Toscana e Veneto, a quelle in Piemonte, Toscana e Umbria del 2011-2012 e al terremoto in Calabria dello scorso ottobre.
L'emergenza azzera l'otto per mille statale
Il fondo per il recupero del patrimonio culturale è stato azzerato a causa di tagli finanziari. Il dipartimento Finanze ha spiegato che le risorse sono state destinate a diverse emergenze, come la Protezione civile, le emergenze meteorologiche e le alluvioni. Il fondo iniziale di 181,8 milioni di euro non è stato utilizzato per i progetti di recupero del patrimonio culturale. I tagli sono stati effettuati nel corso delle manovre finanziarie del 2011 e del 2012. Il dipartimento Finanze ha ricostruito la storia dei tagli che hanno azzerato il tesoretto iniziale.
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