«Colpo mortale a un settore già in agonia» Le imprese hanno presentato un esposto alla magistratura contabile Barbara Ganz Espressione di grave disservizio che si risolve in una «intollerabile forma di arroganza dell'azione amministrativa», mancanza «di qualsivoglia motivazione che permetta di capire la necessità della prescrizione», palese travisamento dei fatti, eccesso di potere. Sono alcune delle motivazioni che si leggono nelle sei sentenze - sui sei casi finora esaminati - relative a ricorsi al Tar del Friuli-Venezia Giulia contro i pareri espressi dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della regione. Una contesa che si trascina da mesi, sfociata in un esposto firmato dall'Ance regionale (l'associazione dei costruttori edili) alla Corte dei Conti per «i danni erariali conseguenti agli atti e provvedimenti illeciti configurabili nelle singole autorizzazioni con prescrizioni illegittime, ovvero nei dinieghi». In sostanza, solo tre pratiche su dieci vengono approvate; le altre sette sono bocciate, o contengono - secondo i firmatari - prescrizioni inattuabili, tali da rendere comunque inutile il parere positivo. Si tratta di centinaia di lavori in tutta la Regione, 300 solo a Trieste, per un totale di 500 milioni di euro: «Un colpo mortale inferto al nostro settore che è già in continuo calo - dice il presidente di Ance Fvg, Valerio Pontarolo - Così si contribuisce non solo ad aggravare la situazione di un comparto che, dal 2008, ha perso oltre 5mila addetti in regione, ma si crea un contesto operativo di incertezza con il quale professionisti, imprese, amministrazioni pubbliche devono quotidianamente confrontarsi». Secondo un'indagine commissionata all'Istituto Tolomeo Studi e ricerche, «a ciascun milione di lavori non eseguiti corrispondono 14 operai non occupati e 180mila euro di mancati introiti per la fiscalità regionale», sottolinea ancora Pontarolo. Altre sentenze del tribunale amministrativo regionale sono attese nei prossimi giorni: in quelle emesse, l'accoglimento dei ricorsi determina la condanna al rimborso delle spese di lite a carico dello Stato. Particolare poi la situazione del capoluogo triestino, «dove si è creata una situazione di stallo dell'attività edilizia - si legge nell'esposto -. Dal 2 maggio al 26 settembre 2012, a fronte di 437 richieste di intervento esaminate favorevolmente dalla Commissione paesaggistica comunale, i progetti che hanno beneficiato di pareri favorevoli della Soprintendenza corrispondono alla sola percentuale del 37 per cento. Una evidente contrapposizione e una disfunzione del sistema inaccettabile». Il Comune di Trieste, infatti, aveva definito tutta una serie di criteri a disposizione dei professionisti in relazione a qualità progettuale, materiali da utilizzare e criteri di inserimento nel contesto, «ai quali si contrappone in modo irragionevole e contrario ai principi di collaborazione fra Stato e Comune la scarsa prevedibilità dei criteri di esercizio della funzione attribuita alla Soprintendenza». L'esposto è stato segnalato al ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, e nei prossimi giorni alcuni deputati della regione presenteranno un'interroogazione parlamentare sulla situazione dell'edilizia in Friuli-Venezia Giulia. «Al di là delle singole situazioni, che in Italia rappresentano una casistica ormai infinita - interviene il presidente di Ance nazionale Paolo Buzzetti - da tempo chiediamo una normativa che dia certezze a chi lavora e investe. Non c'è, vogliamo chiarirlo, alcuna contrapposizione fra costruttori e ambientalisti, non c'è scontro sulla necessaria tutela del territorio esercitata dalle Soprintendenze, ma è indispensabile che ci sia un quadro certo nel quale operare, senza divieti o interpretazioni che intervengono a procedure già avviate, e senza che prescrizioni aggiuntive e impreviste comportino esborsi tali da rendere irrealizzabile perché non più economicamente sostenibile un progetto approvato. Tempi e costi non possono essere variabili indipendenti», conclude. Ricorsi Sei ricorsi su altrettanti presentati al Tar del Friuli Venezia Giulia ed esaminati accolgono le tesi dei ricorrenti contro la Soprintendenza della regione 500 Milioni Danno quantificato legato allo stallo dell'attività edilizia, particolarmente evidente nel capoluogo Trieste 14 Operai Mancata occupazione legata a ogni milione di lavori non eseguiti, oltre a 180mila euro di mancati introiti fiscali regionali, secondo uno studio dell'Istituto Tolomeo
FRIULI VENEZIA GIULIA - La Soprintendenza ferma i cantieri.
Riassunto in 200 parole:
Un esposto dell'Ance regionale (associazione dei costruttori edili) alla Corte dei Conti ha denunciato il grave disservizio e l'intollerabile arroganza dell'azione amministrativa della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della regione. Le sentenze del Tar del Friuli-Venezia Giulia hanno accolto le tesi dei ricorrenti contro la Soprintendenza, determinando la condanna al rimborso delle spese di lite a carico dello Stato. Il settore dell'edilizia è già in agonia, con oltre 5mila addetti persi dal 2008.
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