Il segretario del Pd indica le priorità per l'area veneziana: «Da premier porterò avanti la riforma della Legge speciale già presentata dal partito» di Mitia Chiarin Al caffè Vergnano in via Palazzo, Pierlugi Bersani parla dei temi "caldi" cittadini coi giornalisti locali. Si concede una piccola pausa, prima di riprendere il viaggio elettorale che lo ha portato nel pomeriggio a Trieste. Un bicchiere di vino bianco, un tramezzino e qualche tartina consumati ad un tavolino del caffè con la scorta che impedisce l'accesso a giornalisti e fotografi. I clienti del bar chiedono una foto con il politico e lui si concede con un sorriso. Anche due turiste giapponesi ne approfittano. Poi Bersani entra nel merito delle questioni che più interessano i veneziani. A partire dal futuro prossimo di Porto Marghera, il polo industriale che lentamente si sta svuotando. «Un presidio permanente su Porto Marghera. Questo è quello che istituiremo quando saremo al governo, per seguire ogni giorno con attenzione questa area che ha una valenza strategica nazionale. Lo posso garantire, seguiremo Porto Marghera con un presidio governativo permanente», spiega il candidato premier del Partito Democratico. «Occuparmi di quest'area è quello che ho fatto in passato e che continueremo a fare. Servono politiche di sviluppo, gli investimenti, c'è il tema delle bonifiche da portare avanti. Lo seguiremo giorno per giorno per ani-vare ad uno sbocco condiviso. Il metodo è questo». Altra questione la Legge speciale per Venezia. Il segretario nazionale del Pd ribadisce: «Porteremo avanti le proposte di legge che il partito ha già depositato alla Camera e al Senato». Zoggia e Baretta che gli sono seduti a fianco assieme a Michele Mognato e Marco Stradiotto, aggiungono: «C'è stata già una prima discussione al Senato ma alla Camera ancora no». Bersani riprende la parola: «Beh, porteremo avanti anche la discussione di questa proposta di legge». Altra domanda riguarda il "tema caldo" delle Grandi navi nel centro storico veneziano. «Sono sulla stessa posizione dell'amministrazione locale. Bisogna trovare un'altra soluzione per impedire il passaggio in bacino San Marco delle grandi navi». Dal palco dell'Excelsior, oltre al tema del lavoro, Bersani ha ricordato anche l'impegno del suo partito a fianco degli enti locali e il sostegno al progetto della città metropolitana, che deve ripartire. Gli chiediamo di chiarire anche l'incitamento ai seicento che hanno riempito il cinema di piazza Ferretto. «Io guardo con ottimismo alla battaglia in Veneto», ha detto, invitando tutti a non tenere troppo in considerazione i sondaggi e ad impegnarsi nel contattare «almeno venti persone ciascuno». Bersani, ribadisce il concetto: «C'è troppa demagogia, la gente non vuole più sentire le favole perché i problemi sono seri, in primis quello del lavoro. Concetti che sono importanti soprattutto al Nord, e in particolare nel Nordest», ci dice il segretario del Pd, «Partiamo da una situazione non favorevole ma con un progetto che si fonda sulla sobrietà e la serietà il messaggio secondo me arriva». Insomma, il politico non intende archiviare come scontata una sconfitta in Veneto. Poi saluta tutti e via verso Trieste. Stanco, ma soddisfatto, Michele Mognato, segretario provinciale e candidato, si scusa con i mestrini. «Mi scuso, potevamo cercare un cinema più grande. L'Excelsior è risultato troppo piccolo per la tanta gente che è arrivata».
VENEZIA - Stop alle Grandi navi Porto Marghera ripartirà
Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha incontrato i giornalisti locali a Trieste e ha parlato delle priorità per l'area veneziana. Ha menzionato la riforma della Legge speciale per Venezia e il futuro prossimo di Porto Marghera, un polo industriale che si sta svuotando. Ha anche parlato delle Grandi navi nel centro storico veneziano e ha ribadito il sostegno del suo partito al progetto della città metropolitana. Bersani ha anche parlato del lavoro e ha invitato i cittadini a impegnarsi nel contattare almeno venti persone ciascuno per cambiare il corso delle elezioni. Ha anche menzionato la necessità di trovare un'altra soluzione per impedire il passaggio in bacino San Marco delle grandi navi.
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