Visita ai «cantieri nobili», già fatti e ancora da fare, quella di ieri pomeriggio del sindaco Albertini e del ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani. Prima tappa la Scala, dove è stata inaugurata nel ridotto dei palchi la mostra «La ristrutturazione architettonica e la nuova macchina scenica del teatro alla Scala», realizzata da Mario Botta. Con l'architetto ticinese ad accompagnare i due illustri visitatori c'era il sovrintendente Mauro Meli. Sorrisi, ma nemmeno una parola sul difficile momento tra i vertici del teatro, i lavoratori e i consiglieri comunali. La situazione resta inalterata. I prossimi passaggi sono già fissati: oggi, a Roma, in alla Commissione Istruzione e Cultura del Senato, audizione dei rappresentanti sindacali dei lavoratori del Teatro alla Scala. Undici marzo appuntamenti strategici a Milano, con il Cda della Scala in mattinata, l'Assemblea dei soci fondatori del Teatro e l'incontro tra il sindaco e i sindacati interni. Il 14 marzo il Consiglio comunale straordinario sul teatro. Al termine di questi appuntamenti ne sapremo qualcosa di più. L'altro cantiere, che oggi viene presentato in una conferenza pubblica, è quello della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Qui, la Direzione Regionale dei Beni culturali ha presentato la sua proposta d'intervento (anticipata due giorni fa dal «Corriere della Sera»), che consiste nel restauro delle lacerazioni murarie, ricostruzione della balaustra, rifacimento di pavimento, impianti e finestre, reintroduzione di alcuni arredi. Una scelta «benedetta» dal ministro e dal sindaco, in qualche modo «sostenitori» dell'intervento. Ma che farà assai discutere e che potrebbe trovare contrari i «puristi» della conservazione. «Il restauro non è mai una scelta facile - commenta il ministro Giuliano Urbani -. Ma dimostra l'attenzione con la quale nel nostro Paese ci si prende cura dei monumenti. Non a caso l'Italia è diventata per l'Unesco il Paese dei caschi blu della cultura. In questo cantiere in particolare ci vuole grande sensibilità artistica». Il neo-assessore alla Cultura, Stefano Zecchi, nominato praticamente in diretta sul campo mentre con sindaco e assessore partecipa al pellegrinaggio dalla Scala a Palazzo Reale (il filo rosso che lega i due monumenti è l'architetto Piermarini e il fatto che la Scala venne costruita quando bruciò il teatro di Palazzo Reale), per ora si limita ad analizzare l'intervento. La direttrice regionale, Carla Di Francesco, dice che «si è tenuto conto delle diverse idee sul restauro e che si sottopone a valutazione la proposta». Caterina Bon Valsassina, direttrice dell'Istituto centrale per il restauro ricorda che «sia il non restaurare che il ripristinare sono scelte che non obbligano a pensare»; con questo intervento, invece, siamo in una vera «riflessione sulla conservazione e il restauro». Gisella Capponi, l'architetto che ha steso materialmente la proposta, assicura che «i pannelli della balaustra potrebbero ospitare opere d'arte di artisti contemporanei e non riproporre i disegni di Appiani». Più perplessi l'ex sovrintendente, Carlo Bertelli, e il restauratore dello stesso Palazzo Reale, Alberico Belgioioso. Il primo suggerisce di lavorare sulla volta, «magari trasformandola in un grande lucernario». Il secondo manifesta perplessità sui contenuti dell'intervento.