Una serie di misure concordate col Ministero della coesione sociale, per quasi venti milioni di euro. E poi altre azioni per un intervento proprio e diretto, «per un bene di proprietà dello Stato». Un piano per Sibari e per il suo parco la Regione Calabria ce l'ha. «Da ben prima che il Crati rompesse gli argini». E l'assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri fa tappa a Sibari per la seconda volta nel giro di una settimana per presentarlo senza indugio davanti alla stampa in un luogo simbolo, quel museo nazionale archeologico colpito più volte esso pure da alluvioni e trasformato ora in quartier generale delle grandi manovre per il salvataggio del parco archeologico. Assieme al presidente della Quarta commissione consiliare regionale, Gianluca Gallo, Cali-giuri trova ad accoglierlo il sindaco di Cassano, Gianni Papasso, e la direttrice dell'area archeologica sibarita, Silvana Luppino. E poi i cronisti. A loro l'assessore affida le buone nuove. «Perché se sono venuto qui esordisce è per spiegare che assieme al presidente Scopelliti seguiamo quotidianamente la vicenda e soprattutto per dare informazioni precise, evitando che si diffonda disinformazione». Alle polemiche dei giorni passati Caligiuri risponde con «cose concrete, fatte e da fare». Che sono tante, per sottrarre al fango ed all'oblio i resti di Thurii e di Copia. «Partiamo da un dato di fatto e di diritto», precisa, ricordati anche i solleciti interventi di Vigili del Fuoco, Comune e Provincia: «Sibari è un bene dello Stato. La Regione non ha competenze, ma non per questo siamo rimasti a guardare. E vorrei ricordare che il Consorzio di bonifica, che sta avendo un ruolo determinante, ha profondi collegamenti con l'ente regionale». Ed al parco archeologico sibarita, «che storicamente è oggetto di alluvioni, due delle quali, quelle de11972 e de11991, recenti e devastanti», assicura, si dedicheranno «tutte le attenzioni necessarie, per come del resto prevedeva e prevede la programmazione già predisposta». Esempi: i 4 milioni di euro ritagliati nell'ambito dell'accordo di programma del 2010 tra Regione e Ministero dell'ambiente, «con i quali a breve il commissario delegato bandirà la gara per l'affidamento dei lavori di riduzione del rischio idrogeologico alla foce del Crati». E poi l'inserimento di Sybaris nel piano dei beni culturali per 5 milioni di euro, approvato dall'Esecutivo regionale nell'ottobre dello scorso anno. Ma non è tutto: l'emergenza richiede sforzi straordinari. «Con la direzione del ministero dei Beni culturalidice Caligiuri abbiamo concordato un primo stanziamento, da parte loro, di 200.000 euro. Ma anche noi faremo la nostra parte, ed utilizzando i fondi Por già destinati a Sibari impiegheremo tutto quel che serve per ripulire e porre termine in modo definitivo allo stato di crisi». Dulcis in fundo, l'anticipazione di ciò che sarà ufficialmente reso noto solo oggi a Roma: «Col ministro Barca abbiamo concertato una serie di azioni destinate a cambiare il volto dell'area archeologica di Sibari». Nel paniere poco meno di 20 milioni di euro di fondi regionali che proprio la Regione ha inteso indirizzare per un progetto che prevede, puntualizza l'assessore, la realizzazione di un nuovo modulo museale e di nuovi depositi archeologici, ma pure la riqualificazione dell'area di accoglienza, la bonifica dell'amianto e, soprattutto, la sperimentazione delle trincee drenanti per contenere la risalita di acqua dalle falde e la loro estensione all'intero parco del Cavallo. Insomma, Sibari è al centro dei pensieri della Regione, garantisce Caligiuri, ma anche del ministero dei beni culturali, gli fa eco in serata da Roma il dirigente generale del Mibac Antonio Pasqua-recchia, rendendo noto che «il ministro Lorenzo Ornaghi fin dall'inizio segue l'evoluzione della vicenda» e che il ministero «da subito ha attivato l'unità di crisi nazionale e regionale». E mentre il primo cittadino cassanese Papasso fa sapere di aver scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendogli di «fare quanto in suo potere per salvare l'area archeologica», al parco del Cavallo si si. seguono visitatori illustri: dopo il segretario regionale della Cgil, Michele Gravano, domani toccherà nuovamente ai parlamentari del Pd, capitanati da Marco Minniti. Domenica, invece, seduta congiunta dei consigli comunali del comprensorio. Tutti insieme, nel nome di Sibari.