L'antica costruzione è ricoperta da sfregi, l'intonaco è deteriorato, sul tetto c'è una pianta. Ma nessuno interviene PAREZZANA Continua ad essere presa di mira dai vandali e in balia del degrado la Torre Spada o Sandonnini, una dei monumenti più importanti e significativi del territorio di Capannori. Un gruppo di cittadini torna a chiedere che sia salvata l'antica torre che si trova tra Parezzana e Massa Macinaia, nel mezzo di un viale (via dello Spada) che collega le due frazioni capannoresi, in un umido ed aperto paesaggio agrario da cartolina. Negli ultimi mesi il monumento è stato di nuovo oggetto di atti vandalici che lo hanno imbrattato con altre scritte e sfregi, senza contare le crepe sui muri esterni, pezzi di intonaco ormai consumato ed una pianta nata sul tetto e che rischia anche di rovinare la copertura. «Eppure questo è un monumento simbolo di Capannori, presente in tutte le guide turistiche e meta dei visitatori, anche per il suggestivo viale e il paesaggio circostante il torrione che sta letteralmente cadendo a pezzi scrivono alcuni abitanti su Facebook - ma evidentemente grafomani e vandali non hanno rispetto per la cultura e per il nostro patrimonio. Dobbiamo fare qualcosa per salvaguardare e tutelare questo bene storico della comunità capannorese». I cittadini delle frazioni chiedono al Comune e alla Soprintendenza di intervenire per restaurare l'antica torre degli Spadoni che versa in condizioni pessime . Scritte, rifiuti e persino movimenti sospetti durante la notte intorno alla torre. Un sos che era stato lanciato anche dall'associazione Italia Nostra che aveva chiesto di salvare l'antica torre, con ogni probabilità era un faro di avvistamento, che rappresenta un bene di grande valore dal punto di vista paesaggistico e architettonico. Anche se di questi tempi non è facile reperire i soldi per un costoso restauro. Per quanto riguarda il recupero dei beni storici il Comune nel 2013 si concentrerà sulla chiesa di San Concordio di Rimortoli a San Colombano. Il progetto definitivo è stato approvato e a primavera inizieranno i lavori restauro conservativo con il rifacimento della facciata e del tetto (150mila euro, di cui 120mila con un contributo della Cassa di Risparmio di Lucca). Mentre è stata valorizzata la torre di Sant'Andrea di Compito con la realizzazione di una scala interna che consentirà ai cittadini e ai molti visitatori della mostra delle camelie di poter salire sulla sommità della torre e di godere di uno splendido panorama. Nel settembre scorso Italia Nostra aveva puntato la propria attenzione su un altro gioiello del capannorese in pericolo, la piccola chiesa romanica di San Giusto alla Caipira a Marlia, una delle più antiche della Toscana. E dopo la scossa di terremoto della scorsa settimana Italia Nostra ha chiesto controlli sulla stabilità delle chiese di San Pietro a Marcigliano e di San Giusto alla Caipira, nella frazione di Marlia