PRATO «Chi imbratta o danneggia, monumenti, case storiche e chiese antiche va punito con estrema durezza». Parola del vicesindaco Goffredo Borchi che non più tardi di ieri ha chiesto la collaborazione al prefetto Maria Guia Federico per presentare una legge - coinvolgendo i ministeri dell'Interno e di Grazie Giustizia - che elimini le sanzioni amministrative a carico dei cosiddetti writers per istituire al loro posto una sorta di servizio civile, della durata di alcuni mesi, «periodo nel quale questi vandali - spiega Borchi - impiegati in lavoro socialmente utili possano imparare cosa significhi lavorare ma soprattutto quanta fatica si faccia a ripulire i danni provocati». Una battaglia che il vicesindaco è intenzionato a portare avanti "senza se e senza ma" «se è necessario - dice - fino ad arrivare al presidente della Repubblica». Tanta determinazione è stata provocata dalle ultime scritte comparse sui muri della basilica di Santa Maria delle Carceri, uno dei monumenti di più di valore della città e parallelamente più presa di mira dagli specialisti dell'imbrattamento. «Il fatto è - continua Borchi - che questa volta i vandali hanno scritto su una porzione di marmo già precedentemente ripulita e trattata e che difficilmente questa volta potrà essere recuperata». E se il prefetto ha dato la proprio disponibilità ad aiutare il Comune: «L'idea è interessante - ha detto Guia Federico - darò mandato per fare tutto quello che è nelle nostre possibilità», altrettanta disponibilità il vicesindaco l'ha ottenuta dal candidato Pdl al Senato Riccardo Mazzoni al quale è stato chiesto di inserire nel suo programma elettorale il progetto del Comune. L'ok non ha tardato ad arrivare. «Di fronte a deturpazioni sistematiche del patrimonio artistico come quelle che si sono verificate ai danni della Chiesa di Santa Maria delle Carceri - è il ragionamento di Mazzoni - è giusto chiedere un inasprimento delle pene, perché questo tipo di vandalismo danneggia un bene che è di tutti». Per il futuro senatore il deterrente sta nell'installazione di telecamere: «Telecamere e i controlli mirati - continua - sono il primo deterrente, ma basterebbe applicare, una volta individuati gli autori, le leggi esistenti. Ci sono due articoli del codice penale che prevedono per questa fattispecie - spiega - pene che prevedono l'arresto fino a un anno. Nel settembre di due anni fa il governo Berlusconi approvò un disegno di legge delega per consentire alla magistratura e alle forze dell'ordine di perseguire con maggiore efficacia questo tipo di reato, attraverso anche l'arresto e la carcerazione preventiva. Una norma che andrà ripresa nella prossima legislatura - conclude - accompagnandola con le sanzioni accessorie che suggerisce il vicesindaco Borchi».