Nei mesi scorsi lo stop deciso dalla Sovrintendenza: a breve summit con la Curia Gli operai riapriranno il cantiere a febbraio. Stanziati 871 mila euro Con dodici mesi di ritardo, i lavori di restauro della Cattedrale di Gorizia potrebbero concludersi prima di Pasqua, che cade quest'anno il 31 marzo. E' questo l'auspicio della Curia isontina, che attende con trepidazione il via libera della Soprintendenza ai beni culturali: nei mesi scorsi era arrivato lo stop all'intervento di recupero della trecentesca chiesa metropolitana, con i responsabili ministeriali che avevano contestato a lavori ormai in corso le soluzioni antisismiche adottate dai progettisti. Una frenata che ha inevitabilmente comportato «grossi disagi» a fedeli e religiosi che quotidianamente vivono la realtà della parrocchia intitolata ai patroni di Gorizia, i santi Ilario e Taziano. «Ci ritroviamo praticamente senza sacrestia», rileva don Sinuhe Marotta, parroco del duomo, «e la speranza è che già entro la fine di febbraio gli operai possano tornare al lavoro per completare l'intervento di riqualificazione della nostra chiesa». Intanto, già nei prossimi giorni, i responsabili dell'arcidiocesi isontina incontreranno i referenti della Soprintendenza, al fine di trovare un punto d'intesa sulle nuove soluzioni progettuali da adottare. «In particolare - argomenta don Sinuhe - non è stata accettata la soluzione dei progettisti per l'adeguamento statico e antisismico di una parte della sacrestia ordinaria, realizzata nel 1930. E lo stop ha finito, a cascata, per provocare il blocco degli altri lavori». Che hanno riguardato, in particolare, il restauro della cappella di Sant'Acazio (posta alla sinistra dell'altare maggiore) e la sistemazione delle sacrestie, da sempre alle prese con gravi problemi di infiltrazioni, ascrivibili in parte al posizionamento sulla nuda terra della superficie pavimentata. Gli operai della Sguassero costruzioni di San Giorgio di Nogaro, che si era aggiudicata l'appalto, hanno già provveduto a sistemare parte delle coperture della stessa cappella e delle sacrestie, con il risanamento delle lattonerie già presenti. Per l'intervento sono stati complessivamente stanziati 871mila euro: una parte coperta da due finanziamenti regionali, entrambi di durata ventennale, del valore di 23.450 e 18.800 euro annuali; a questi si è aggiunto un ulteriore contributo regionale, in conto capitale, di 25mila euro, che va ad affiancarsi ai fondi diocesani, al contributo della Cei, alle donazioni dei fedeli e alle somme recuperate attraverso l'8 per mille. Quello avviato lo scorso anno è il primo grande intervento di recupero della chiesa metropolitana del capoluogo isontino dopo quello che nel 1928 aveva restituito ai goriziani il duomo, duramente colpito dai bombardamenti nel corso del primo conflitto mondiale.