La fiera dei desideri: si può definire in questo modo Arte Fiera 2013, che fino a stasera a Bologna mette in vetrina l'arte moderna e contemporanea del nostro Paese. A dire il vero più moderna che contemporanea, perché questa è l'impressione che si ricava girando tra gli stand della 134 gallerie presenti. In un momento di mercato non facile per i nostri artisti (l'ultima asta di Sotheby's ha fatto il 40 per cento di invenduto) Bologna scommette sul made in Italy, ossia sulla possibilità di dare forza e acquirenti ad artisti che vanno da Boccio-ni, Fontana, Boetti ai giovani che partecipano al premio Euromobil per le gallerie giovani. Quest'anno, l'edizione numero 37, ha segnato per Bologna una sorta di ripartenza, c'è stato l'addio della storica direttrice Silvia Evangelisti e al suo posto è approdata la coppia Claudio Spadoni- Giorgio Verzotti, che si è divisa i compiti, il primo a sovrintendere sull'arte moderna, il secondo sulla contemporanea. E a giudicare da quanto si vede in fiera, il primo ha avuto la parte del leone. Non ci sono o non ci sono più infatti alcune delle gallerie che sul contemporaneo hanno in Italia voce in capitolo (dalle torinesi Noero, Persano, Tucci Russo alla bresciana Minini, dalle milanesi Cortese e De Carlo alla napoletana Artiaco), mentre ampio spazio hanno le gallerie storiche che puntano sul Novecento. Questa può essere una scelta di razionalizzazione all'interno di un panorama di fiere sempre più fitto. Bologna sembra fondare sempre più la propria identità sull'arte moderna, lasciando alla torinese Artissima il mercato dell'arte di ricerca, italiana e internazionale (a Bologna le gallerie straniere sono in netta minoranza). Detto questo, la fiera sembra più «ariosa» ed elegante con spazi dilatati e il ritorno ai due padiglioni paralleli. Due le novità di rilievo. La prima è Solo Show, che sfodera mini personali di un solo artista: si va da Guttuso con i suoi disegni erotici a Uncini, con le sue installazioni filiformi, dal duo Gioberto Noro, con foto di geometriche architetture, alla finlandese Kaikkonen che presenta «quadri» e installazioni fatti di stracci. La seconda è la mostra «Storie italiane», curata da Laura Cherubini e Lea Mattarelia, che «centrifuga» in un momento museale opere delle gallerie in fiera soprattutto di artisti italiani o di stranieri che abbiano guardato all'Italia. Cos) ci sono tanto Boccio' e Morandi quanto Kentridge. Il percorso è organizzato in otto sezioni, in cui prevalgono i «luoghi»: oltre a una sezione con questo nome (da Basilico a Vitali passando per Sironi) ci sono anche «a Sud» (tra gli altri Cucchi e Rebecca Horn e una battistiana «Sl, viaggiare» (qui ci sono anche Ghirri e Munari). Non mancano, girando tra gli stand, le opere provocatorie, anche in chiave politica, ma francamente il dittico di Ciervo da Invernizzi, con l'artista che si sostituisce nudo a Moro nel bagagliaio di via Fani, è più una dimostrazione di pessimo gusto che non di ricerca artistica, e lascia perplessi il giovane albanese che rifà capovolta in neon bianco la scritta all'ingresso di Auschwitz. Più interessanti i lavori che in qualche modo hanno a che fare con l'attualità come quelli sul terremoto presenti da Mlb di Ferrara, una delle gallerie giovani in fiera: in questo stand tra monetine da un centesimo per terra (Stefano Scheda), foto di panni che volano in aria (Silvia Camporesi), tavole apparecchiate che tremano, finisce per sembrare un'opera a tema anche la culla momentaneamente vuota della figlia della gallerista. Fiera dei desideri, perché l'impegno degli organizzatori è evidente, ma la scommessa è vedere se il mercato reagisce o non reagisce positivamente a questi sforzi e a questo impegno. L'interesse per la fiera è stato comunque dimostrato dal ricco parterre di direttori o presidenti di musei e collezionisti presenti (dalla Melandri a Gavrownski, da Eccher a Benetton). Qua e là, già alla preview si vedevano pallini arancioni, ma solo questa sera a padiglioni chiusi si potranno tirare davvero le fila. I segnali sembrano però incoraggianti e non c'è stato il tracollo che qualcuno temeva. «Io per primo - dice Massimo Di Carlo, della Galleria lo Scudo di Verona, nonchè presidente dell'associazione che raccoglie i galleristi italiani - ero molto preoccupato. E invece mi sono ricreduto: da un lato le novità hanno funzionato, dall'altro il mercato ha reagito bene. Soprattutto per le opere fino ai trentamila curo: alcune gallerie hanno venduto tutto ciò che avevano intorno a questi prezzi. Per le vendite più impegnative, diciamo dai 50 mila in su, magari si sono chiusi contatti che c'erano già in precedenza e c'è un momento di riflessione. Ma come sorprendersi in una fase di instabilità come questa tra redditometro, scandali finanziari e le elezioni alle porte?».
BOLOGNA - Arteflera, la kermesse dei desideri sfida la crisi.
L'Arte Fiera 2013 a Bologna è stata una fiera di successo, con 134 gallerie presenti e un mercato che ha reagito bene alle novità. La fiera ha presentato opere di artisti italiani e stranieri, con un focus sull'arte moderna e contemporanea. Le gallerie storiche hanno puntato sul Novecento, mentre le gallerie giovani hanno presentato opere di artisti emergenti. La fiera ha anche presentato due novità: Solo Show, che mostra mini personali di un solo artista, e Storie italiane, che centrifuga opere di artisti italiani e stranieri. Il mercato ha reagito bene alle vendite, con alcune gallerie che hanno venduto opere fino ai trentamila euro.
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