Assemblea pubblica davanti agli Scavi dei 15 lavoratori: rischiano il posto per un cavillo Il business. In vetrina libri rari e preziosi. In alta stagione boom di vendite. I sindacati: così si rovina anche l'immagine Scaduta e non rinnovata la concessione a Mondadori per Pompei ed Ercolano POMPEI. Chiusi i bookshop del turismo d'élite degli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano. Non per la crisi, ma per uno stop posto dall'avvocatura dello Stato relativo ad un cavillo burocratico che, secondo la Mondadori, potrebbe essere ampiamente risolto in tempi brevissimi. Il rischio del licenziamento per i quindici lavoratori è altissimo. Non si può affatto parlare di crisi per un settore che, nell'alta stagione turistica, conta circa 600 acquirenti al giorno. la casa editrice ha stabilito dei termini perentori, con scadenza 24 gennaio 2013, per mettere in regola un nuovo rapporto concessorio con la soprintendenza presso le due librerie, gestite negli ultimi tempi in regime di proroga. Alla scadenza dei termini nulla è stato fatto. Da qui la decisione dell'azienda di sospendere il servizio. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, dal canto suo, si è detta impossibilitata a risolvere la controversia perché non è di sua competenza. Tuttavia, rassicurando i lavoratori, si è impegnata a sollecitare gli organi competenti per una risoluzione della vertenza e ad incontrare nuovamente i dipendenti della "Coopculture" la prossima settimana. Permane, comunque, lo stato di agitazione del personale che si riserva, in assenza di risposte positive alla loro vertenza, di intraprendere iniziative di lotta (presidi, manifestazioni e volantinaggio) all'esterno delle sedi di lavoro. Per oggi i lavoratori si sono dati appuntamento con i referenti sindacali provinciali per dare vita ad un'assemblea pubblica volta a sensibilizzare l'opinione dei turisti. «I bookshop - spiega Francesco Di Rienzio della Rsu Filcam Cgil CoopCultura - sono stati chiusi a tempo indeterminato fino a quando non viene risolto un cavillo burocratico di cui noi abbiamo ignorato l'esistenza fino a qualche giorno fa. Noi siamo fiduciosi nella sensibilità di chi deve e può intervenire in merito». Mercoledì, intanto, i lavoratori si incontreranno con l'azienda per fissare le turnazioni del mese di febbraio. La società che ha assorbito le quindici unità lavorative gestisce anche i servizi aggiuntivi relativi al bagagliaio e alla didattica, ma con le turnazioni non si riuscirà, certo, a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Da qui i timori per la cassa integrazione o, ancor peggio, per il licenziamento. « impensabile - spiega Di Rienzio - che nonostante la Mondadori abbia garantito il mantenimento dei posti di lavoro, nonostante la crisi che ha colpito tutti i settori economico-lavorativi, per un intoppo burocratico, facilmente risolvibile, quindici famiglie rischino di finire in strada». Oltre al rischio licenziamento è in gioco anche l'immagine dei servizi offerti dal sito archeologico. I bookshop, infatti, sono gli unici concessionari di guide ufficiali degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e del Museo di Boscoreale. Volumi esclusivi che arrivano a costare anche 150 euro. Come il «Gabinetto segreto» dell'eros degli antichi romani. Il testo illustra e descrive una sezione del museo archeologico nazionale di Napoli che vede esposti reperti con natura unicamente a sfondo erotico e sessuale. «Il nostro prodotto - spiegano i dipendenti delle librerie di Pompei ed Ercolano - si differenzia molto da quello in vendita presso le bancarelle. Il nostro è un prodotto di qualità, ricercato dal turismo d'élite».
Pompei. Bookshop chiusi, i dipendenti incontrano i turisti
La Mondadori ha chiuso i suoi bookshop di Pompei e Ercolano a tempo indeterminato a causa di un cavillo burocratico. I quindici lavoratori della "Coopculture" che gestivano le librerie rischiano di essere licenziati. La società ha stabilito dei termini perentori per mettere in regola un nuovo rapporto concessorio con la soprintendenza, ma nulla è stato fatto. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro si è impegnata a sollecitare gli organi competenti per una risoluzione della vertenza, ma lo stato di agitazione del personale permane. I lavoratori si sono dati appuntamento con i referenti sindacali provinciali per dare vita ad un'assemblea pubblica per sensibilizzare l'opinione dei turisti.
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