Monsignor Aldo Armani, Rettore della chiesa nazionale di Santo Stefano dei Cavalieri, ha lanciato - ancora una volta - l'allarme: piove nella splendido complesso monumentale e sono a rischio i suoi tesori, a partire dallo straordinario soffitto ligneo cassettonato, cui fanno buona compagnia capolavori firmati Bronzino e Vasari. Il soffitto del monumentale edificio, incredibile a dirsi, manca di una guaina impermeabilizzante, che lo metterebbe in sicurezza: costo dell'intervento attorno ai 350.000 euro. La Scuola Normale Superiore, che ha sede nel prestigioso Palazzo della Carovana, dove si formavano anticamente i Cavalieri, ha avviato un intelligente e felice percorso di recupero dell'edificio, aperto alla conoscenza della città; Il Comune di Pisa ha saputo cogliere le opportunità comunitarie per dotare quella piazza, affascinante compendio di architetture e suggestioni, di una pavimentazione che rimpiazzasse l'orrendo bitume. Generosi sponsores, tra cui La Fondazione Pisa e la Esselunga, hanno impegnato risorse per i manufatti e le opere d'arte della chiesa; persino noi, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito, restaurando la controporta lignea della sua facciata. Ma....piove in chiesa! Agli inizi del terzo millennio questa è la realtà. Per un monumento che è anche un simbolo unico di memorie patrie e nazionali, da qui la sua definzione, a partire dalla lapide commemorativa dei caduti e dispersi in mare, donata nel 1956 dalla Lega Navale Italiana e solennemente inaugurata dall'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, dando così suggello alla prima Regata storica delle quattro Repubbliche Marinare, che non a caso si tenne a Pisa, fermamemente voluta dal nostro fondatore Luciano Chiti. Chi doveva darsi da fare lo ha già fatto, e lo sta ancora facendo, con grande generosità. Adesso tocca a chi ne ha pieno titolo e responsabilità: lo Stato Italiano, che dopo i fasti passati, sembra essersi dimenticato di questa sua figlia illustre e primogenita, di cui è proprietario. Parliamo, vale la pena ribadirlo, di poco più di 300.000 euro: molto meno del costo di una delle sin troppe grandi mostre, forse quanto una dotazione di arredi ministeriali, magari a livello di una pubblica iniziativa celebrativa. E il parametro vale anche, se non di più, in contingenze di risorse ridotte - ma non per tutti - come l'attuale. Per questo volentieri aderiamo all'invito rivoltoci da Il Tirreno perché - analogamente alle istituzioni tutte, che abbiamo già richiamato a sostenerlo - un appello giunga da tutta la città, nel suo insieme, senza distinzioni. Un appello ed una accorata sottoscrizione al Capo dello Stato Giorgio Napolitano - da sempre vigile e sensibile custode dell'identità nazionale di cui la chiesa dei Cavalieri è un simbolo prestigioso - come al Governo, e in particolare ai Dicasteri della Difesa e dei Beni Culturali, naturalmente e doverosamente più vicini a quel simbolo. Nel recente passato la voce di Pisa è stata ascoltata, e con impegni statuali ben maggiori: cerchiamo ora, per un importo assai più modesto ma egualmente necessario ed urgente, di non trasformare l'indolenza in danno irreparabile e, insieme, vergogna di fronte al mondo. presidente degli Amici dei musei e monumenti pisani presidente della Federazione italiana degli Amici dei musei
L'INTERVENTO. UN APPELLO A DUE MINISTERI E A NAPOLITANO
Monsignor Aldo Armani, Rettore della chiesa nazionale di Santo Stefano dei Cavalieri, ha lanciato un allarme per la mancanza di una guaina impermeabilizzante che metterebbe in sicurezza il soffitto ligneo cassettonato e i capolavori firmati Bronzino e Vasari. Il costo dell'intervento è di circa 350.000 euro. La Scuola Normale Superiore ha avviato un percorso di recupero dell'edificio, mentre il Comune di Pisa ha dotato la piazza con una pavimentazione. Generosi sponsores hanno impegnato risorse per i manufatti e le opere d'arte della chiesa. Tuttavia, la chiesa è soggetta a piombo e i tesori sono a rischio.
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