Petizione on line del Tirreno per sollecitare l'intervento del governo. Servono 350.000 euro per S. Stefano dei Cavalieri PISA È un patrimonio culturale della città e dello Stato. Uno scrigno di inestimabili tesori artistici conosciuti in tutto il mondo. La chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri non è solo un luogo di culto. È innanzitutto un monumento nazionale, custode di una preziosa storia religiosa ed artistica. Un luogo d'arte che oggi chiede l'aiuto di tutti dopo anni di abbandono da parte degli enti competenti: la chiesa e i suoi tesori sono in pericolo. Le infiltrazioni d'acqua minacciano il prezioso soffitto ligneo a cassettoni, dove è raffigurata la storia dell'Ordine di Santo Stefano, e hanno cominciato a sciogliere lo stucco che tiene su le foglie d'oro, oltre a danneggiare le travi di sostegno in legno. "Il Tirreno" ha deciso di raccogliere l'appello lanciato da monsignor Aldo Armani, rettore della chiesa, affinché si trovi la somma necessaria per riparare il tetto. Sul nostro sito (www.iltirreno.it) è possibile sottoscrivere una petizione per impegnare gli organi competenti ad un rapido intervento. Con la collaborazione de "Gli amici dei musei e monumenti pisani", che nei giorni scorsi hanno invitato la città a «sensibilizzare chi ha la responsabilità di intervenire», chiediamo allo Stato, proprietario della chiesa, di salvare quello che è uno dei monumenti simbolo di Pisa e al Ministero dei beni culturali di inserirlo tra gli interventi prioritari. Per sistemare la copertura occorrono circa 350mila euro. Una cifra non sostenibile da don Armani, costretto a convivere con bacinelle, secchi e stracci per raccogliere ed asciugare l'acqua che filtra: uno scenario impresentabile per i tanti fedeli e turisti che visitano la chiesa costruita nella seconda metà del Cinquecento. Una somma modesta, invece, per il Ministero, che in questi anni sembra essersi dimenticato di quel gioiello di Piazza dei Cavalieri. Già due anni fa l'acqua piovana danneggiò la "Lapidazione di Santo Stefano", una pala lignea realizzata dal Vasari nel 1571 che si trovava nella navata laterale. Il dipinto è quasi restaurato ma rischia di non tornare più al suo posto viste le attuali condizioni della chiesa progettata da Giorgio Vasari e costruita a partire dal 1565. Al suo interno, la chiesa conserva numerosi cimeli di guerra conquistati dai cavalieri di Santo Stefano durante le battaglie nel Mediterraneo, tra cui 130 bandiere realizzate tra il XVI e XVII secolo e i fanali in rame dorato di navi turche. Tra i dipinti presenti, spiccano una "Natività del Cristo" del Bronzino e quelli inclusi nel soffitto raffiguranti la storia civile e militare dell'Ordine, dalla vestizione di Cosimo I alla presa della città di Bona e l'espugnazione di Prevesa. Cinque tele monocromatiche collocate sulle pareti raccontano invece la storia di Santo Stefano Papa e Martire, le cui reliquie sono conservate nell'urna sottostante il maestoso altare maggiore. Preziosi anche i due organi e le due acquasantiere all'ingresso della chiesa disegnate dal Vasari. «Bisogna programmare gli interventi necessari affinché questo insigne monumento presenti il meglio di sé a tutti quelli che vengono a visitarlo dice don Armani La chiesa rappresenta una fetta importante della storia della città ma anche una risorsa per il turismo visto il suo grande valore artistico e storico». Per questo è necessario e doveroso intervenire al più presto.