Il soprintendente Alessandro Ferrara ha praticamente lasciato il suo posto. A giorni si insedierà a Palermo nel suo nuovo ruolo di direttore dell'assessorato regionale alle Attività produttive, nomina che è stata da qualche giorno resa esecutiva dal governo Crocetta. Per Ferrara c'è il rammarico di lasciare una provincia dove si è trovato bene e dove ha lavorato cercando di puntare alla salvaguardia del territorio: "Sono molto triste perché lascio questa bella provincia anche se spero di non lasciarla del tutto anche a seguito del mio nuovo incarico - dice Ferrara - E' un territorio straordinario che anche da Palermo merita un'attenzione in più. Certamente questo nuovo incarico mi inorgoglisce e mi carica di responsabilità, ma mi fa anche un po' paura essendo un comito delicato e importante. Sono felice del fatto che prendo atto che a volte in Sicilia funzionano i meccanismi giusti e si può essere nominati non per forza se hai alle spalle un padrino politico ma solo per il tuo impegno". Ferrara, il suo è stato un impegno molto importante soprattutto perché la sua nomina a soprintendente di Ragusa è arrivata proprio quando era stato approvato il piano paesaggistico dalla Regione e si lavorava al parco degli Iblei. Non tutti gli enti locali, ma anche molte associazioni di categoria, erano per questi strumenti. Come si è comportato dinnanzi a tale situazione? "Il mio è stato in effetti un esordio piuttosto infuocato perché da parte di alcuni enti c'era il rifiuto all'adozione del piano paesaggistico almeno per come era stato previsto all'epoca. Alla fine me ne vado soddisfatto perché in qualche modo sono riuscito a far dialogare le istituzioni e le parti sociali e siamo ugualmente riusciti a mettere in pratica la capacità di coniugare la salvaguardia e la tutela ambientale con lo sviluppo". L'area iblea è fatta di muretti a secco e carrubi ma anche di aree urbane che si allargano. Come conciliare questi due aspetti di una stessa provincia? "Io credo che si sia riusciti ad impedire gli abusi. La gente si è potuta insediare anche con nuove costruzioni, laddove era ovviamente possibile, ma rispettando i volumi e le linee tradizionali. In alcuni casi abbiamo avuto dinnanzi momenti di architettura moderna che non abbiamo disdegnato o valutato con pregiudizi perché sapevamo che si andava incontro ai nuovi tempi anche nel campo dell'architettura. Per il resto, abbiamo fatto il nostro dovere, ovvero seguire i monumenti, i restauri, mettere i vincoli dove era necessario. Insomma tutelare, ed è stato davvero esaltante, un grande contenitore come è la provincia di Ragusa. Forse mi spiace un po' che solo adesso arriverà qualche decreto per dei progetti Por che abbiamo presentato. Ma sono felice che andranno sempre in favore di questo territorio". L'area iblea è anche industrializzata, almeno in parte. Ritiene che si possa lavorare in questo campo, senza essere invasivi? "Credo che la provincia iblea sia all'avanguardia e per fortuna non ha dovuto fare i conti con industrie invasive come in altre realtà anche siciliane. Di certo può aspirare ad una nuova programmazione. Già da lunedì ne parlerò con l'assessore Vancheri per metter giù una piattaforma operativa che guardi anche ai distretti produttivi". 27012013
SICILIA - Lascio una provincia di grande impatto adesso lavoriamo ai distretti produttivi
Il soprintendente Alessandro Ferrara lascia il suo ruolo di soprintendente di Ragusa per diventare direttore dell'assessorato regionale alle Attività produttive a Palermo. Ferrara è stato nominato per il suo impegno e non per un padrino politico. Ha lavorato per la salvaguardia del territorio e ha contribuito a mettere in pratica il piano paesaggistico per il parco degli Iblei. Ha anche lavorato per conciliare lo sviluppo con la tutela ambientale. Ferrara è felice del suo nuovo incarico e ritiene che la provincia di Ragusa sia all'avanguardia in termini di industrializzazione. Ha già iniziato a lavorare per una nuova programmazione per la provincia.
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