Via del Corso. Cantiere accessibile nello straordinario Palazzo-museo Per la «Deposizione» e per la «Maddalena» del Merisi studi tecnici e interventi conservativi. In programma conferenze, concerti e visite esclusive Un'ottima iniziativa anche se di quelle, sempre più numerose, con Caravaggio nel titolo benché Caravaggio c'entri fino a un certo punto in quello che è forse uno dei «musei» più belli al mondo: la Galleria Doria Pamphilj, nell'omonimo Palazzo principesco che da secoli occupa un'intera insula tra piazza del Collegio Romano e via del Corso. Museo tra virgolette, ma solo perché trattasi, alla lettera, di residenza privata, sia pur accessibile al pubblico ogni giorno pagando un biglietto (www.doriapamphilj.it) e abitata a tutt'oggi dai diretti discendenti della famiglia che ne promosse la costruzione. Luogo davvero unico dunque, del tipo che forse solo una città come Roma può conservare: unico con i suoi apparati degni di una corte (pontificia), unico per quel ritratto di Innocenzo X di Velàzquez che è uno delle meraviglie del pianeta terra, unico per quella dialettica contenitorecontenuto (gli ambienti dell'avita magione e tutto quanto in essa contenuto») dove è un ininterrotto susseguirsi di stucchi, specchi, affreschi, mobili, tappezzerie, sovrapporte, porcellane, sculture e soprattutto quadri, una collezione straordinaria di cui fan parte, tra i tanti capolavori, la Maddalena Penitente di Caravaggio, una copia del San Giovannino dello stesso Merisi e la Deposizione dalla Croce di Giorgio Vasari. Una tela il primo e una tavola quest'ultima, opera di grandi dimensioni. I primi due avevano bisogno di un semplice «studio tecnico»; il terzo la tavola del Vasari di un vero e proprio intervento conservativo urgente, insomma di un restauro. E si è deciso così di procedere all'unisono, con un'operazione supervisionata dal Ministero dei Beni culturali ma coperta da sponsor privati i quali, attirati dal «traino» del marchio-Caravaggio per il suo appeal sul pubblico, hanno così «salvato», di fatto, anche il Vasari malandato, sommo artista. «Caravaggio incontra Vasari» il titolo dell'intera operazione, ben congegnata dal punto di vista tecnico, scientifico, organizzativo e gestita da una neonata associazione senza fini di lucro, «Verderame Progetto Cultura», presieduta da Giulia Silvia Ghia. A presentarla, ieri, oltre ai padroni di casa, i principi Gesine e Jonathan Doria Pamphilj, anche gli storici dell'arte Claudio Strinati, Mario Lolli Ghetti, Claudia Tempesta. Centomila euro il costo degli interventi, affiancati da un intelligente esperimento di valorizzazione già sperimentato in altre realtà: l'apertura al pubblico del cantiere di restauro, visibile da una parete trasparente o in diretta su internet; una serie di quattro incontri ravvicinati con tecnici restauratori dentro il cantiere, in gruppi di 25 (20 febbraio, 20 marzo,17 aprile, 22 maggio); una serie di conferenze a tema e un concerto il 3 luglio, a fine lavori. Costo u euro, compreso l'accesso alla Galleria. Possibile anche organizzare visite esclusive su prenotazione (tel. 06.68892499, www.verderameprogettocultura.it).