Scoperta archeologica in piazza San Pietro Un antico orfanotrofio sotto Santa Scolastica? La necropoli individuata durante i restauri: un'area cimiteriale con 17 corpi Una necropoli medievale nel cuore della città vecchia. E' questa l'importante scoperta dei giorni scorsi emersa durante il restauro del complesso conventuale di Santa Scolastica nell'area archeologica di Piazza San Pietro. Solo un mese fa abbiamo parlato del recupero di questo sito dalla strategica posizione paesaggistica dinanzi al mare e al porto di Bari, nella punta estrema del borgo antico. Recupero che, sotto la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, in 4 anni, dal 2009 ad oggi, ha fatto riemergere tracce di storia e testimonianze artistiche lontanissime tra le più importanti del capoluogo pugliese. Tornando alla scoperta si tratta di un'area cimiteriale con sepolture ravvicinate, tra cui spicca un gruppo di deposizioni infantili di età non superiore ai quattro anni, in buono stato di conservazione, in una piccola cassa di lastrine calcaree. L'area, affiorata sotto il piano pavimentale, era collocata in un'ala del perimetro del più antico impianto conventuale benedettino, riferibile all'XI secolo, in corrispondenza del portale. Da una prima indagine, risulterebbero inumati circa 17 individui tra bambini e adulti, di sesso maschile e femminile con ossa in parziale connessione anatomica. In particolare, una deposizione infantile è localizzata nella parte orientale della tomba in sovrapposizione a quella di un adulto. Inoltre all'estremità meridionale dello scavo, sono state rinvenuti altri depositi di ossa di bambini all'interno di due fosse. II tutto potrebbe anche far pensare al monastero di Santa Scolastica come luogo che ospitava un orfanotrofio, ma si sa, in questi contesti, il condizionale è d'obbligo. Dopotutto il rinvenimento risale solo a tre giorni fa e potrebbero ancora essere intercettati altri sepolcreti. L'importante scoperta, che si avvale anche del lavoro di alcuni antropologi, può essere inquadrata tra XI e XII secolo, anche se la prosecuzione delle ricerche e le analisi di laboratorio potranno precisare meglio la collocazione temporale. Va inoltre precisato che la necropoli, probabilmente compresa nell'impianto più antico del monastero, è collocata in un'area che è stata già oggetto di restauro negli anni '70. I lavori di recupero, diretti da Francesco Longobardi e gli scavi, coordinati tra gli altri da Francesca Radina, si inseriscono nel progetto più ampio di realizzazione del nuovo Museo Archeologico della Provincia di Bari. E' indubbio che la scoperta arricchisce le conoscenze sulla stratificazione archeologica del sito e pertanto sarà valorizzata nel percorso archeologico in progettazione. «Con questo lavoro d'équipe di attività di recupero e di restauro - afferma Francesca Radina - restituiamo alla città un monumento nella sua interezza, dalla grande valenza storica, architettonica ed archeologica».