LA RICERCA diventa strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. L'Unione Europea, infatti, apre un bando sperimentale da 3 milioni di curo, 750 mila curo per l'Italia, con lo scopo di individuare strumenti innovativi in grado di proteggere i siti architettonici, artistici e storici. Unico obbligo previsto dall'intervento è la costituzione di consorzi tra gruppi di ricerca che, in un numero minimo di tre per progetto, sono gli unici abilitati a presentare delle proposte. Le domande devono essere inviate all'Unione Europea esclusivamente attraverso la posta elettronica (l'indirizzo è www jpi-culturalheritage.eu) e entro il 5 aprile del 2013. Gli strumenti. I temi di ricerca sono individuati dal bando. Che chiede, innanzitutto, di individuare metodologie, strumenti e modelli di riferimento per la comprensione dei meccanismi di danno e di degrado del patrimonio culturale cosiddetto tangibile. Vale a dire siti, compresi quelli archeologici come Pompei o Paestum in Campania, edifici storici e paesaggi. In questo ambito è incluso lo studio degli effetti, sul patrimonio culturale, degli agenti atmosferici e dei cambiamenti climatici. Proseguendo nella lettura del bando si fa riferimento, tra i temi di ricerca, a materiali, tecnologie e procedure per la conservazione dei beni culturali, ovviamente a carattere innovativo. Al punto successivo si parla, invece, di "uso e riuso di edifici e siti, inclusa la relazione tra cambi di destinazione d'uso e politiche pubbliche, compresi i costi e il valore aggiunto". Il riferimento è agli effetti di piani regolatori e piani di sviluppo urbano. Piuttosto indefinibile l'ultimo punto, che parla di "maggiore comprensione dei valori culturali, della valutazione, dell'interpretazione, dell'etica e dell'identità inerenti tutte le forme di patrimonio culturale". Ciascun progetto non può avere una durata superiore a 36 mesi. Quanto ai sistemi di valutazione a Bruxelles sono orientati ad effettuare un doppio livello di controllo sui progetti. Nel bando, però, si fa riferimento alla qualità della ricerca come elemento imprescindibile per avere possibilità di vedersi riconosciuto il finanziamento. Contributi. Per l'Italia sono previste due forme di sostegno: il finanziamento a fondo perduto e il credito agevolato. In entrambi i casi Io Stato assicura la copertura del 95 per cento dei costi del progetto presentato. Quanto agli attori dell'intervento il Governo italiano stabilisce che il partenariato deve essere costituito per almeno il 51 per cento da privaci, ai quali spetta il compito di sottoporre il progetto all'attenzione di Bruxelles, mentre alla presenza dei soggetti pubblici è assegnata solo una posizione minoritaria. Sempre con riferimento all'Italia sono ammessi a partecipare al bando imprese, università, enti pubblici di ricerca, istituti di ricerca appartenenti al ministero dei beni culturali. Il bando in pillole Investimento dell'Ue 3.000.000 di euro Fondi assegnati all'Italia 750.000 euro Cosa si può fare. Progetti di ricerca applicati al patrimonio culturale Chi può ricevere fondi : Enti di ricerca Imprese Università Scadenza bando 5 aprile 2013 Le domande devono essere inviate all'Unione Europea esclusivamente attraverso la posta elettronica (l'indirizzo è www.jpi-culturalheritage.eu} ed entro il 5 aprile del 2013.