La Corte dei conti boccia gli interventi in sei Comuni Secondo i giudici contabili: bisogna dimostrare il nesso causale tra le scosse e i danni I soldi stanziati per il terremoto non possono coprire la riparazione delle chiese che si trovano in comuni non compresi nell'elenco dei municipi della zona del cratere. Lo hanno stabilito i giudici della sezione controllo della Corte dei conti, che hanno bloccato l'ordinanza del governatore dell'Emilia-Romagna, Vasco Errani, commissario straordinario per il terremoto. Hanno giudicato la richiesta illegittima nella parte in cui erano stati inseriti anche chiese e campanili che si trovano in comuni non terremotati. La decisione dei giudici, su cui ieri ha richiamato l'attenzione il consigliere regionale Giovanni Favia, risale alla metà di dicembre. Con i 15.142.800 euro stanziati da Errani nell'ordinanza 83 di inizio dicembre, hanno dunque stabilito i giudici contabili, non potranno essere finanziati i lavori negli edifici di culto dei comuni di Medicina (Bologna), Vopparo, Voghiera, Portomaggiore, Ostellato, in provincia di Ferrara e Campegine (Reggio Emilia). Errani aveva inserito questi edifici religiosi in base al protocollo d'intesa sottoscritto tra il ministero delle Finanze e i governatori il 4 ottobre 2012, che prevedeva la concessione di finanziamenti «anche per edifici ubicati in comuni limitrofi, ove risulti l'esistenza di un nesso causale tra danni subiti ed eventi sismici accertata da un comitato tecnico istituito da ciascun commissario». La Corte dei conti ha stoppato la richiesta lamentando il fatto che non si sia dimostrato il nesso causale tra il sisma e i danni alle chiese da parte di un comitato tecnico (di cui avrebbero dovuto far parte due membri scelti dal commissario e due di nomina statale) «che il commissario avrebbe dovuto costituire», si legge nel provvedimento.