Dal Comitato per la Bellezza a Italia Nostra e Legambiente, un dilagare di appelli, petizioni, manifesti ROMA. Basta con i crolli di Pompei, le soprintendenze svuotate, il paesaggio violentato dal cemento, i teatri che chiudono. Per un'Italia che pensi davvero a un nuovo sviluppo, anche patrimonio artistico, cultura, spettacolo, editoria devono diventare una priorità. Portata alla ribalta dal Fai, che qualche settimana fa ha lanciato le "primarie della cultura" e rilanciata da intellettuali come Ernesto Galli della Loggia e Salvatore Settis, la campagna per il rilancio di un settore da troppi anni ignorato sta trovando ogni giorno nuove voci. Con un susseguirsi di manifesti, appelli e petizioni che puntano 'dritto al governo che verrà, chiedono spazio nei programmi dei partiti, tirano per la giacca i candidati. E qualche attenzione in più cominciano a ottenerla, almeno in campagna elettorale. Ospitati ieri sulla prima pagina del Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia e Roberto Esposito guardano al modello francese e propongono di trasformare l'arrancante dicastero per i beni e le attività culturali in un più aperto e onnicomprensivo ministero della cultura. E in qualche modo fanno subito centro se da Radio anch'io, il premier e candidato Mario Monti non esita a definirsi d'accordo. Dalle pagine de L'Espresso anche l'ex direttore della Normale di Pisa ed ex presidente del Consiglio Superiore dei beni culturali Settis torna a chiedere che la politica metta al primo posto della sua agenda la difesa di ambiente e cultura. Due settori così legati, fa notare, che si potrebbe pure pensare ad accorparne la gestione in un unico ministero. E a lui arriva l'applauso di Ilaria Borletti Buitoni, l'ex presidente del Fai ora candidata per la Lista Monti. Così come le Primarie lanciate qualche settimana fa dal Fondo Ambiente italiano, che avevano raccolto consensi anche nel Pd. Ma dal Comitato per la Bellezza a Italia Nostra e Legambiente, da Federculture alla Cgil, è ormai un dilagare di appelli, petizioni, manifesti. Anche la rete dei musei del Lazio lancia il suo appello, prontamente raccolto, ieri, da Sandro Ruotolo candidato alla presidenza della regione per Rivoluzione Civile di Ingroia. Chiedono che si punti sulla cultura come elemento di «sviluppo equo e sostenibile» per il futuro del Paese, ricordando come il settore possa essere un volano importante per il lavoro, le oltre 100 associazioni di "Abbracciamo la cultura", promotrici di un appello firmato da Susanna Camusso insieme a scrittori e nomi dello spettacolo, da Andrea Camilleri ad Antonio Pappano, da Ettore Scola a Paolo Virzì e Piergiorgio Odifreddi. Un appello a sé, non privo di pessimismo, lo lancia il presidente dell'Associazione Italiana editori e di Confindustria Cultura Marco Politi che chiede un'attenzione reale per il mondo del libro e dell'editoria: «Tutto quello che ruota intorno al diritto d'autore, libri, musica e cinema è lasciato cadere nel nulla».
La cultura chiede spazio: adesso sia la priorità
Un dilagare di appelli, petizioni e manifesti richiede al governo di dare priorità alla cultura e al patrimonio artistico. Il Fondo Ambiente italiano ha lanciato le "primarie della cultura" e intellettuali come Ernesto Galli della Loggia e Salvatore Settis stanno chiedendo spazio nei programmi dei partiti. Il premier Mario Monti ha espresso il suo sostegno e l'ex direttore della Normale di Pisa e presidente del Consiglio Superiore dei beni culturali Settis ha proposto di trasformare l'arrancante dicastero per i beni e le attività culturali in un più aperto e onnicomprensivo ministero della cultura.
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