ROMA«Cerchiamo di fare chiarezza. Il provvedimento sulla competitività è ispirato a un principio semplice, sia sulla Dia, la dichiarazione di inizio attività, sia sul silenzio-assenso: una maggiore libertà per i cittadini, il resto sono polemiche di retroguardia». Il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, vorrebbe liquidare così le critiche sul rischio che la semplificazione delle procedure apra la porta al superamento di tutti i vincoli, configurando la resa dello Stato agli abusi. Ministro, ma le polemiche nascono dal fatto che proprio nel testo sulla Dia che lei ha portato nel preconsiglio dei ministri non c'è più la deroga inizialmente prevista per i beni culturali e ambientali. «Quelle sono bozze. Nel testo definitivo ci sarà l'esclusione per le amministrazioni preposte alla tutela di interessi sensibili, tra i quali i beni culturali e l'ambiente». I ministri dei Beni Culturali e dell'Ambiente, Giuliano Urbani e Altero Matteoli, possono stare tranquilli? «Assolutamente. Del resto stiamo lavorando in perfetta sintonia». Veramente non si è avuta questa impressione. E anche i Verdi sono in allarme, temendo un «condono permanente». «Non sarà così. Agli amici Verdi e ambientalisti voglio dire di non preoccuparsi e di riflettere sul fatto che sono il silenzio e l'inerzia dell'amministrazione a dare la stura agli abusi». Scusi, ma come fa a dire questo se proprio lei propone di generalizzare il silenzio-assenso, che tra l'altro, nella bozza, è previsto che valga anche sulle pratiche che interessano beni culturali e ambientali. «Il silenzio-assenso non mira ad avere un'amministrazione che resti in silenzio, ma a spingere gli stessi uffici a svolgere un ruolo attivo verso il cittadino». Ma nessuna amministrazione è in grado di rispondere in 30 giorni alla domanda dell'utente e quindi scatterà sempre il silenzio, col rischio che il cittadino faccia quello che vuole. Insomma, lo Stato chiude i battenti, come ha detto il professor Sabino Cassese. «Il silenzio-assenso dovrà essere disciplinato, entro 180 giorni, con regolamenti che dovranno tener conto della sostenibilità amministrativa della novità, con particolare riguardo alla rilevanza degli interessi da tutelare». Che significa? «Che ogni amministrazione dovrà valutare le proprie risorse e in rapporto a queste definire i termini del silenzio-assenso, che quindi potranno essere superiori a 30 giorni. Non solo, n ministero aiuterà le amministrazioni in difficoltà. Lo Stato, quindi, non chiude. Anzi, la legge rafforza il ruolo della Funzione pubblica, evitando che questo, come a volte si è detto, sia il ministero della Finzione pubblica». Ministro, resta il dubbio che col silenzio-assenso chi vorrà commettere abusi edilizi potrà farlo senza correre alcun rischio. «No. Chiariamo un punto importante. La nuova disciplina si applicherà solo alle ammministrazio-ni centrali mentre per i procedimenti di competenza regionale e locale, tra i quali quelli in materia edilizia e urbanistica, la normativa avrà una funzione di cornice».