Montevago. Rinvenuto a Montevago, in contrada Mastragostino, a sud del paese, un sito archeologico. Si tratta dei resti di una villa rustica romana risalente al II sec. a. Cr. A detta degli esperti, la villa era funzionale allo sfruttamento del territorio circostante per la produzione di cereali. In questo modo, attraverso i cosiddetti insediamenti rustici, si assicurava a Roma l'approvigionamento di cereali e di derrate alimentari. La Sicilia era considerata, all'epoca, il granaio d'Italia ed in particolare di Roma. Il territorio di Montevago, per la sua vicinanza al fiume Belice, navigabile fino alla foce, ben si prestava alla funzione degli insediamenti rustici. Circa 300 metri quadri l'estensione della villa. Gli scavi hanno messo in luce una serie di ambienti rettangolari, intercomunicanti tra loro, costituiti da pietra marnosa e conci tufacei. Al loro interno sono stati ritrovati frammenti di vasellame grezzo e di pithoi, cioé di contenitori di derrate. Sulla fruibilità del sito a fini culturali e turistici ci sono a Montevago e non solo opinioni contrastanti e polemiche. Si fa notare infatti che la zona non é visitabile in quanto il cancello di accesso é quasi sempre chiuso e non esiste alcun cartello informativo. Gli amministratori comunali inoltre avrebbero ignorato o sottovalutato la sua importanza tanto che il sito, allo stato attuale, versa in un completo stato di abbandono e di degrado. Si augura pertanto che sullo stato della mini zona archeologica montevaghese possano aprirsi momenti di dibattito e di confronto che possano portare alla sua valorizzazione ed alla sua fruizione. Giuseppe Merlo 26012013
SICILIA - MONTEVAGO. Si tratta dei resti di una villa romana del II secolo a.C. Scoperta una zona archeologica
A Montevago, in Sicilia, è stato scoperto un sito archeologico di una villa rustica romana del II secolo d.C. La villa era utilizzata per la produzione di cereali e per l'approvvigionamento di Roma. Il sito copre circa 300 metri quadri e include ambienti rettangolari con pietra marnosa e conci tufacei. Sono stati ritrovati frammenti di vasellame grezzo e di pithoi. La zona non è visitabile a causa del cancello chiuso e della mancanza di cartelli informativi. Il sito è in stato di abbandono e degrado. Si augura che si possano aprire dibattiti e confronti per valorizzare e fruire il sito.
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