L'intervista Emiliano si difende: "I nostri teatri rinasceranno con il Patto per Bari" SPAZI negati, il cimitero dei teatri, immobili abbandonati, così come denunciato dagli operatori e rilanciato dalla campagna di "Repubblica". E, poi, quella delega tenuta per sé. «L'assessore disse una volta rivoluzionando ogni paradigma amministrativo - non serve perché la cultura è di tutti baresi ». Sindaco Michele Emiliano adesso la cultura dov'è finita? «In questi otto anni e mezzo ho lavorato per restituire ai baresi tutti i più importanti spazi culturali e di aggregazione negati loro per decenni. Se tanto è già stato fatto, e molto altro sta per compiersi, è grazie alla nostra politica di programmazione. Proprio i grandi contenitori culturali di Bari saranno destinatari degli ingenti finanziamenti europei previsti nel 'Patto per Bari' (1,6 miliardi di euro, ndr) della Regione ». Da dove vogliamo iniziare? «La ricostruzione e la riapertura dopo 18 anni del teatro Petruzzelli. È stato il primo e più evidente passo di questo nostro percorso. Da parte mia non c'è stata solo un'incessante azione per dare impulso alla ricostruzione, ma anche una vera e propria battaglia per far rispettare i tempi della riapertura, garantendo peraltro investimenti fondamentali da parte del Comune per l'avvio delle attività della Fondazione all'interno del politeama». Petruzzelli riaperto, ma poi la Fondazione è stata commissariata dopo due anni e mezzo. Come lo spiega? «Ho chiesto io la nomina del commissario, nel corso di una telefonata con il ministro Ornaghi, perché non avevo ricevuto da Gorestauro. verno, Regione e Provincia i fondi sufficienti per assicurare una gestione della Fondazione che non esponesse il cda al rischio di provocare buchi di bilancio. La Fondazione Petruzzelli infatti è la meno finanziata tra tutti gli enti lirici italiani e questo mi appariva, e mi appare tuttora, come un'ingiustizia. Sulla questione poi del personale, nonostante le nostre numerose richieste scritte di poter espletare concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato, sino a quel momento dal ministero non avevamo ricevuto alcuna autorizzazione a effettuarli. Ancora oggi il personale è precario - unico caso in Italia - e anche questa la ritengo una condizione inaccettabile». Ma Bari non vive solo di teatro Petruzzelli. «Inaugurato il Petruzzelli abbiamo potuto avviare il restauro del Piccinni. I lavori procedono e alla sua riapertura sarà il luogo della programmazione del teatro e della danza». E il Margherita? È ancora un rudere adagiato sul mare. «È stato riaperto al pubblico dopo 30 anni proprio dalla mia amministrazione. È uno spazio suggestivo che abbiamo subito reso fruibile con mostre di successo come Kounellis, Trailer Park, L'uomo senza qualità e Arte Povera 2011. Il dibattito sulla sua destinazione finale, che ha coinvolto Comune e Regione, ma anche l'opinione pubblica, alla fine ha prodotto i suoi frutti: il teatro ospiterà arti visive e sceniche, sarà casa dell'arte contemporanea ma anche laboratorio da offrire alle realtà produttive cittadine. Stiamo perfezionando la permuta dando in cambio l'ex Macello comunale». Ma servono diversi milioni per il «Abbiamo chiesto al ministero i finanziamenti. Ma i lavori potranno comunque partire anche grazie ai fondi del 'Patto per Bari'. Petruzzelli, Piccinni e Margherita e Kursaal Santalucia (acquisito dalla Regione per ospitare la Casa delle Musiche) costituiscono per noi il 'Miglio dei teatri', ovvero un sistema nel quale ogni contenitore culturale esprime una sua vocazione, dialogando con il resto». Capitolo caserma Rossani. «L'area è diventata nostra grazie alla permuta che ho condotto io stesso con il Governo. Lì sorgerà un parco urbano delle arti e delle culture tra i più grandi d'Europa. Abbiamo 26 milioni: 2 milioni saranno utilizzati entro l'estate per sistemare una parte del giardino e renderla così subito fruibile al pubblico. In quello spazio saranno gli stessi cittadini a immaginarne il nuovo volto. Inoltre lì sorgerà la Biblioteca civica, che accoglierà la Teca del Mediterraneo e diversi centri di documentazione storico-culturale, come l'Ipsaic e la Fondazione Gramsci ». Negli ultimi giorni è scoppiato il caso scuola San Nicola. Lei ha promesso l'immobile ai domenicani. Il suo assessore Fabio Losito si oppone. «Lì faremo il Museo Nicolaiano perché le classi della scuola media si sono ormai svuotate e ora non ha senso aprire al suo interno un asilo, visto che a pochi metri c'è la Diomede Fresa che dispone di locali idonei e sufficienti. La San Nicola necessita di una profonda ristrutturazione e realizzando il museo potremo disporre di finanziamenti europei milionari».
PUGLIA - Spazi culturali negati o in abbandono, il bilancio del sindaco: "La programmazione non è mai mancata"
Il sindaco di Bari Michele Emiliano ha difeso le sue politiche culturali, sostenendo che il teatro Petruzzelli, il Piccinni e il Margherita saranno destinatari degli ingenti finanziamenti europei previsti nel 'Patto per Bari' (1,6 miliardi di euro). Ha anche affermato che il Margherita, che è stato riaperto al pubblico dopo 30 anni, sarà destinato ad ospitare arti visive e sceniche, e che il teatro ospiterà arti visive e sceniche. Il sindaco ha anche difeso la sua politica di programmazione, sostenendo che ha lavorato per restituire ai baresi tutti i più importanti spazi culturali e di aggregazione negati loro per decenni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo