Il patrimonio dimenticato al centro di un incontro alla villa Smilea C'era una volta un castello che adesso non c'è più. Non tutti, infatti, sanno che un tempo, sulla collina del Montale Alto, sorgeva un edificio fortificato per salvaguardare il territorio da incursioni esterne. Per questo l'assessorato alla cultura ha deciso di organizzare un incontro sul tema. Questa sera sarà ospite a villa Smilea Alberto Agresti, giovane archeologo e antropologo, che terrà un incontro dal titolo "Montale e il suo castello: il fascino di un patrimonio dimenticato". «Principale oggetto del mio intervento sarà il castello, anche se cercherò di ripercorre la storia del paese dai primi insediamenti etruschi all'età moderna» dice lo studioso. L'occasione è preziosa per chiunque voglia conoscere un po' meglio il volto storico del paese e magari scoprire che nella strada in cui si abita si svolsero importanti fatti d'armi. L'assessorato intende far tesoro delle varie ricerche attraverso una pubblicazione che riporti le informazioni emerse negli ultimi decenni. Di Montale si era già occupato uno storico quotato come Natale Rauty, anche se i suoi studi risalgono a qualche decennio fa. Alberto Agresti li ha approfonditi, aggiungendo nuovo materiale, grazie anche alla sua collaborazione con la Soprintendenza per i beni artistici e culturali della Toscana. Sappiamo che il castello fu costruito nel 1203 per garantire al territorio una difesa contro i conti Guidi, che già possedevano un avamposto a Montemurlo. Massimo Vitulano
MONTALE - Il castello che guardava Montale
L'assessorato alla cultura di Montale ha organizzato un incontro per discutere del patrimonio dimenticato del paese, in particolare del castello che sorgeva sulla collina del Montale Alto. Alberto Agresti, giovane archeologo e antropologo, terrà un incontro dal titolo "Montale e il suo castello: il fascino di un patrimonio dimenticato". Agresti cercherà di ripercorrere la storia del paese dai primi insediamenti etruschi all'età moderna, con un focus sul castello costruito nel 1203 per garantire la difesa del territorio contro i conti Guidi.
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