La soprintendente Rea: ma dal terzo anello c'è il pericolo di crolli. Il ministro Ornaghi: "Per il restauro ètutto pronto" LE DOMANDE sull'eventuale "zona rossa" con reti di sicurezza intorno al Colosseo, che si sono susseguite in questi giorni, in attesa dei restauri e dei lavori per la viabilità, che cominceranno da metà febbraio, trovano una risposta da parte di Rossella Rea, direttrice del Colosseo per la Soprintendenza di Stato per i Beni Archeologici di Roma, che ribadisce: «Il Colosseo non verrà imbrigliato. Sul monumento non verrà calata alcuna rete verticale, mentre ci sarà una fascia di rispetto o zona "out" per i tempi dei controlli e della messa in sicurezza, già installata e perimetrata da alcuni giorni, da terra, con una recinzione reticolata "da cantiere". Non c'è alcun precedente su reti verticali. Non è mai stato teso alcunché all'esterno del monumento, dunque la Soprintendenza non ricorrerà mai a quel sistema». La Rea prosegue spiegando gli obiettivi prioritari della Soprintendenza: «Attualmente stiamo facendo un'attività di messa in sicurezza e poi discuteremo con il Comune a che distanza mettere la fascia di rispetto. Siamo al lavoro con il braccio meccanico, di quelli che arrivano fino a 50 metri di altezza, nella parte più alta del monumento, con il quale stiamo facendo delle verifiche controllando le dieci arcate, dal terzo livello in su. Stiamo valutando la possibilità tecnica di interventi, di piccoli e invisibili presidi, in alcuni punti della cornice superiore, nella quale è possibile che si verifichi qualche distacco, effettuando una mappatura del degrado sia fotografica che grafica. Questi interventi servirebbero ad attutire il rimbalzo di eventuali frammenti che potrebbero essere proiettati nella piazza. Questa è però una verifica tecnica tuttora in corso, anche grazie al supporto del Ministero dei Beni Culturali». In conclusione la Rea precisa che: «Noi ci stiamo occupando delle superfici del Colosseo, non della struttura, perché sulla stabilità non c'è assolutamente alcun dubbio. Quella che è in sofferenza è la superficie del monumento. La prima cosa che si deteriora con gli agenti atmosferici sono i restauri moderni, perché sono "appiccicati" e non parte sostanziale dell'anfiteatro. Se ci sono frammenti già staccati, o in procinto di cadere, li rimuoviamo per poi riattaccarli, se invece li troviamo in fase di distacco, li sistemiamo subito. Di fatto, stiamo facendo una prima operazione di bonifica. Infine, per quanto riguarda la questione del traffico intorno al monumento, è un problema sul quale si discute ormai da 30 anni e si studiano le situazioni alternative, ma non si è ancora deciso nulla». Sul restauro del monumento interviene il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi: «E' tutto pronto per partire: ma non ci si riesce. Siamo in uno Stato di diritto e dobbiamo aspettare perché ci sono delle difficoltà che definirei di ordine sistemico».