SUL nome del commissario al Maggio resta il buio. Sui licenziamenti c'è uno spiraglio. Dopo l'incontro tra il ministro Ornaghi, il direttore dello spettacolo dal vivo, Nastasi, e Renzi. LA DISCUSSIONE dei tre ieri a Roma pare sia stata cordiale. È durata meno di un'ora, c'era anche il vicesindaco Nardella. Sul toto-commissario non aprono bocca né Renzi né Ornaghi né Nastasi. Ornaghi ha chiarito che si prenderà tutto il tempo di legge per decidere chi nominare: non prima del 31 gennaio. Renzi insiste a dire che il commissario sarà fiorentino. Ornaghi ha ribadito che il commissariamento gli è dispiaciuto ma che era necessario vista la disastrosa situazione economica del Maggio. Comunque il commissario, si è convenuto, dovrà anche saper gestire i rapporti sindacali, in questo momento tesissimi, come le procedure per il trasferimento alla Fondazione del nuovo Teatro dell'Opera. Renzi avrebbe assicurato al ministro la massima collaborazione. L'affermazione sulla fiorentinità del commissario da parte del sindaco rinforza l'ipotesi che Renzi possa avere parlato al ministro di Francesco Bianchi, fratello di Alberto, l'avvocato presidente della Fondazione Big Bang del sindaco Renzi, e lui stesso consulente della parte economica della campagna per le primarie. Bianchi che viene da Pistoia dove è nato nel 1956, non ha niente a che vedere con il ministero, né con la gestione o l'organizzazione di teatri o fondazioni, ma è esperto di corporate finance e ha lavorato anche in Banca Intesa. Non appartiene professionalmente al mondo della musica di cui però si intende. Ne è appassionato e buon conoscitore, gira il mondo da sempre dietro concerti e opere dentro quel giro di persone che abitualmente si sposta da un festival all'altro, ha avuto come testimone di nozze Carlo Maria Giulini, conosce Abbado. Tutto a titolo personale, di amatore. L'altro spinoso argomento sul tavolo ministeriale di ieri erano i licenziamenti in teatro firmati dal sindaco per San Silvestro. Erano dieci all'inizio, di cui sette di iscritti alla Cgil. Ne sono rimasti otto, perché due hanno accettato di andarsene con incentivo. Pare che il ministero abbia chiesto al sindaco di risolvere questo problema prima dell'arrivo del commissario che non vorrebbe trovarsi alla porta, oltre al gravoso compito di risollevare il teatro sull'orlo del baratro, anche i magistrati cui licenziati e sindacati hanno già annunciato di volersi rivolgere il giorno dopo (il 31 gennaio) che i licenziamenti siano diventati effettivi. Il ministero avrebbe letto le carte e chiesto a Renzi di ritirarli. Ma non è cosa facile per il sindaco. Non avrebbe avuto necessità di firmarli, insistono i sindacati, visto che l'accordo del 5 giugno scorso, tra Fondazione, istituzioni e Cgil e Cisl, prescriveva di ricorrere agli ammortizzatori sociali se gli esodi volontari non fossero arrivati ai 45 richiesti dal teatro. Ora è vero che Renzi ha firmato in qualità di legale rappresentante del Maggio. Ma è altrettanto vero che poteva non farlo. Non è facile tornare indietro. E dunque il sindaco si troverebbe stretto tra questa ipotesi e l'altra di scontrarsi non solo con i lavoratori del Maggio, ma con i presidenti di Regione e Provincia, Rossi e Barducci, con i segretari cittadini di Cgil e Cisl, Fuso e Pistonina, tutte persone a cui si era dichiarato disponibile a ricorrere a misure alternative purché di pari risparmio per il teatro, e ora anche con il ministero. Cgil e Cisl hanno proposto, tra l'altro, i contratti di solidarietà nel biennio 2013-2014 per le sole masse tecniche e amministrative, che assicurerebbero, sostengono, gli stessi 400 mila euro di risparmio dei licenziamenti. È possibile che una via di uscita la si trovi nell'incontro che pare previsto per lunedì e che dovrebbe essere serio. Sicuramente i sindacati hanno interesse a puntare al concreto. (i.c.)
FIRENZE - Verso il commissario idea Francesco Bianchi
Il commissario al Maggio resta sconosciuto. Il ministro Ornaghi ha chiarito che si prenderà tutto il tempo di legge per decidere chi nominare, non prima del 31 gennaio. Il sindaco Renzi ha insistito a dire che il commissario sarà fiorentino. Il commissario dovrà gestire i rapporti sindacali e le procedure per il trasferimento alla Fondazione del nuovo Teatro dell'Opera. Il sindaco Renzi potrebbe nominare il fratello di Alberto Bianchi, esperto di corporate finance, come commissario. I licenziamenti in teatro sono stati discussi, con il ministero che ha chiesto al sindaco di risolvere il problema prima dell'arrivo del commissario.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo