Ma come sarebbe a dire «l buco di piazza Venezia»? La definizione (Gianni Alemanno dixit, Corriere della Sera, 23 gennaio) evidentemente non si addice, o meglio non dovrebbe, a quella che gli archeologi considerano una delle scoperte più importanti, forse addirittura la più importante, dal secondo dopoguerra a oggi. Tantomeno se la voce dal sen fuggita è quella, appunto, del primo cittadino, sindaco della citta, in merito a un ritrovamento che da sei anni continua a suscitare entusiasmi ovunque: fior di convegni internazionali, bollettini scientifici, colonne di alcuni tra i più prestigiosi quotidiani del mondo (ultimi: «The New York Times», Ancient Auditorium Unearthed in Rome, 29 dicembre 2012, e l'inglese «The Guardian», Giant Roman arts complex is most important find since the Forum, 27 dicembre). «Con Barbera insomma (Mariarosaria, Soprintendente di Stato all'archeologia di Roma) totale disaccordo?», chiede la giornalista in merito alla guerra ormai quotidiana ComuneBeni culturali: «Le sue decisioni - risposta di Alemanno - incidono su punti nevralgici della città, dal tram in via delle Botteghe Oscure al buco a piazza Venezia». E alla parola «buco» per la scoperta correva l'anno 2007, lavori per la metropolitana C dei resti dell'Auditorium di Adriano gli archeologi sobbalzano, considerandola quantomeno una gaffe (la Soprintendenza ha oltretutto il compito di vigilare sul rispetto delle leggi italiane di tutela e dell'articolo 9 della Costituzione). Se la ride ad esempio Roberto Egidi, oggi in pensione, all'epoca funzionario di Stato e scopritore di quell'area monumentale inaugurata nel 136 d.C. (resti dell'università pubblica dell'antica Roma, con aule gradonate dove gli studenti ascoltavano professori): «Si certo, confermo, effettivamente trattasi di buco, e ce ne sono altri in città. Ditelo al sindaco, largo Argentina è un buco, i Fori un buco, i buchi sono ovunque, un problema, poi magari dipende da come si leggono, 'sti buchi, sempre che uno sappia leggerli». E pensare che questo «buco» poteva perfino essere compatibile (parola degli archeologi) con la metro C: piano, progetto, soluzione, c'era tutto, ma non i soldi. Ora, leggi alla mano, è previsto che la scoperta, consolidata, valorizzata, sia inserita nel circuito dei monumenti cittadini.